Sicurezza
Per D’Arrigo è sempre una partita importante
Alla guida del Pisa sfiorò la B contro i bianconeri, ora allena i tecnici Figc e scrive libri sul calcio
PISA. Un tempo allenava i giocatori. Adesso istruisce gli allenatori nel centro federale di Coverciano. La nuova esperienza professionale di Francesco D'Arrigo è riassunta in un libro, pubblicato in questi giorni, dal titolo "Il senso del gioco", edito da La Casa Usher. A Pisa D'Arrigo è sinonimo di successo, con un campionato stravinto in C2, la conquista della Coppa Italia di Lega e la B sfiorata per un pelo, in una lunga sfida con il Siena, non priva di veleni e sospetti. Il mister lucchese prevalse nell'ultimo scontro all'Arena con la compagine bianconera, piegata da un rigore di Savoldi nella primavera del 2000.
Mister, cosa ricorda di quella partita?
«Un bel ricordo fino ad un certo punto, perché purtroppo il Siena rimase al primo posto. Alcune cose non andarono per il verso giusto e i valori del campo furono disconosciuti da altri equilibri».
Si parlò di un tentativo di illecito da parte del Siena nei vostri confronti: cosa si può dire a tal proposito a distanza di 15 anni?
«Ci furono alcune strane telefonate prima della partita e venne il sospetto che avessero coinvolto anche altre società. Noi come Pisa le denunciammo subito, ma senza registrazioni era la nostra parola contro quella del Siena».
Per lei la panchina è un capitolo chiuso?
«Sì. L'esperienza della scuola allenatori a Coverciano con Ulivieri è molto coinvolgente. Un impegno che mi porta in giro per il mondo: la prossima settimana sarò a Madrid».
Della sua fatica letteraria cosa ci dice?
«Non è un libro che fornisce soluzioni. Gli allenatori non devono imporre, ma pensare che sono i giocatori gli interpreti ed indicare il percorso, nel quale i calciatori possono scoprire il loro talento e trovare le soluzioni».
A Coverciano lei ha contribuito alla formazione di Gattuso: cosa ricorda di Ringhio come allievo?
«E’ molto appassionato di calcio. E' stato un giocatore importante, a contatto con grandi allenatori. Un tecnico ha però bisogno di conoscenze più ampie. Gattuso deve lavorare molto, approfondire e aggiornarsi». (m.b.)
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