Il dolore
Il pisano Redini e quel “giallo” a Maradona
Trent’anni fa la famosa direzione di gara in Napoli-Juve, con El Pibe che segnò ai bianconeri
PISA. Ieri non era solo una ricorrenza triste per il calcio pisano: il 3 novembre 1985 ci fu un avvenimento calcistico che invece viene ricordato con affetto. Il Pisa non era in campo ma... Pisa sì, con l’arbitro Giancarlo Redini: Napoli-Juventus al San Paolo.
Redini è stato intervistato ieri dai nostri colleghi di ilnapolista.it con un bell’articolo di Francesca Leva alla quale l’ex arbitro racconta: «Ricordo perfettamente l’importanza di quella partita. Conoscevo il calendario ed era tra quelle cerchiate. Ci tenevo tantissimo a dirigerla e quando il venerdì arrivò la designazione ne fui felice. Entrai come in una bolla, ero molto concentrato, avevo il mio programma».
Ma quella partita è impressa sulla pelle dell’ex arbitro Redini. «Sono diventato famoso, per quanto possa essere famoso un arbitro, grazie a Maradona. Domenica sono stato premiato qui in provincia di Pisa e il presentatore ovviamente ha citato quel Napoli-Juventus. Mi è capitato di rivedere tante volte i filmati di quella domenica».
«Lei non mi crederà - dice Redini alla giornalista - ma io quel gol è come se non lo avessi visto. Me ne resi conto la sera, quando guardai la tv. Un arbitro in campo non guarda come gioca un calciatore, persino quando questo calciatore si chiama Maradona. Un arbitro affronta tanti sacrifici per arrivare a quei livelli e così l’unico aspetto che ti interessa è che i calciatori rispettino la tua autorità anche se si chiamano Platini e Maradona. Quel che ricordo, però, è che dopo l’1-0 lui perdeva tempo e dovetti ammonirlo. Tutto lo stadio mi fischiò».
Ricorda ancora l’arbitro: «C’era molta tensione, non solo tra i giocatori. Anche io ero teso, c’era il mio superiore a vedermi. Nel primo tempo espulsi Bagni e Brio, li beccai insieme mentre si colpivano in area».
Conclude Redini: «È una di quelle partite che non dimenticherò mai». Una passione per lo sport che non ha mai abbandonato: «Ancora oggi mi sveglio tutte le mattine alle 5.30 e vado a correre per mantenermi in forma. Ce l’ho nel dna. E quando mi chiamano per qualche premio sono contento. E puntualmente mi associano a quel Napoli-Juventus». (a.sc.)
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