Gioco
La Procura federale vuole togliere un punto al Pisa
Incredibile deferimento per la partita di Coppa con la Torres a titolo di "responsabilità presunta"
PISA. Appena dopo la bella vittoria com il Rimini davanti ad oltre seimila spettatori, il Pisa rischia di perdere un punto in classifica senza colpa. Non parliamo di quello che verrà sicuramente tolto ai nerazzurri per la mancata fidejussione - su quello non ci piove - ma di una vicenda totalmente inaspettata. Si tratta infatti della vicenda Dirty Soccer. Ricordate il match di Coppa Italia con la Torres, che i sassaresi persero mandando all'Arena una squadra di ragazzini? La Procura federale ha chiesto il deferimento del Pisa per "responsabilità presunta" (articolo 4 comma 5 del Codice di Giustizia Sportiva) in base al quale deve essere il Pisa a dimostrare che nessuno dei suoi tesserati era a conoscenza della combine.
Una probatio diabolica davvero insidiosa. Lunedì c'è stata l'udienza presso il Tribunale federale nazionale, dove la Procura Federale ha chiesto l'applicazione della penalizzazione di un punto, che rappresenterebbe un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Il Pisa è difeso dallo studio Grassani di Bologna che ha chiesto il proscioglimento della società, che eviterebbe una ingiusta beffa. Forse in giornata sarà pubblicata la sentenza di primo grado, contro la quale sarà possibile proporre appello alla Corte Federale d'Appello.
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La “responsabilità presunta” è una delle figure giuridiche più ignobili che esistano al mondo. La prevede il Codice di giustizia sportiva della Figc, all’articolo 4 comma 5 (“Responsabilità della società”) e per configurarla servono tre elementi. Ovvero: l’illecito sportivo; la sua realizzazione da parte di qualcuno estraneo alla società; un vantaggio per quest’ultima. La responsabilità della società, ricorda ilnuovodirittosportivo.it, in base alla seconda parte della norma, può essere esclusa solo se sussista una prova o un ragionevole dubbio che la società stessa non abbia partecipato all’illecito o lo abbia ignorato. Di obiettivo non c’è niente: i giudici hanno una discrezionalità totale, la società accusata ha le stesse chance delle donne accusate di stregoneria 500 anni fa.
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