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Niccolini e quel vecchio “no” a Lucchesi ora l’ex capitano allena l’Mda 2003

Niccolini e quel vecchio “no” a Lucchesi ora l’ex capitano allena l’Mda 2003

PISA. Se avesse detto sì a Fabrizio Lucchesi il suo destino sarebbe radicalmente cambiato. Non parliamo di Torromino o di Pasquato ma, sorprendentemente, di Emiliano Niccolini. Uno dei capitani di...

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PISA. Se avesse detto sì a Fabrizio Lucchesi il suo destino sarebbe radicalmente cambiato. Non parliamo di Torromino o di Pasquato ma, sorprendentemente, di Emiliano Niccolini. Uno dei capitani di più lunga militanza (adesso mister della squadra 2003 del Madonna dell'Acqua) non avrebbe mai indossato la fascia e non avrebbe neppure esordito in prima squadra, se avesse accettato la corte di Lucchesi, che lo avvicinò per portarlo all'Empoli subito dopo il fallimento del Pisa Sporting Club nel 1994.

«Mi ero rotto il legamento crociato durante un torneo in Inghilterra, - racconta. - Inoltre ero in un'età particolare. Ricordo un breve colloquio che Lucchesi ebbe con me e con Oshadogan. Ci trovammo nel negozio di un amico comune. Il trasferimento non andò in porto. Dayo passò al Foggia e io rimasi a Pisa».

Perché non andasti all'Empoli?

«Se anche fossi andato, avrei dovuto recuperare dall'infortunio e poi vedere cosa sarebbe accaduto. Sicuramente era un'occasione per me, ma io non me la sentii di coglierla».

Hai mai immaginato come poteva essere la tua carriera se avessi accettato?

«Io non cambierei nulla tranne il mio ginocchio, che non mi ha permesso di giocare molto. Per il resto sono contento di ciò che ho fatto».

Adesso a Lucchesi affidi i tuoi sogni di tifoso nerazzurro...

«E' indiscutibilmente un personaggio di calcio. E' evidente dalla facilità con cui ha costruito una squadra di buon livello in pochi giorni e dal modo in cui riesce a parlare con la tifoseria».

Da simpatizzante milanista che effetto ti fa vedere Gattuso sulla panchina del Pisa?

«Ero abituato a vederlo in tv. Un sanguigno che rispecchia i miei ideali. L'ho adorato da calciatore e spero possa ripetersi come allenatore».

Veniamo a te: perché hai scelto di allenare a Madonna dell'Acqua?

«Ci sono alcuni aspetti che non digerisco nel calcio di oggi. Ho preferito una scelta limpida, genuina e tranquilla. Il gruppo 2003 mi piace. Mi sto già affiatando con i ragazzi».

La Berretti di Manuel Caponi riparte dal tuo record di punti dello scorso anno...

«Non tengo molto ai record. Auguro a Manuel di superarlo. Con lui ci sono tanti miei ex giocatori e Federico Concordia, che era il mio vice. Il Pisa è capitato in un girone difficile, ma ha una squadra valida».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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