Sicurezza
Torna il nome Pisa Sporting Club
Trattative in corso con Gianfranco Grassini. Arena da record: quinta in Italia per presenze
PISA. C’era una volta il Pisa Sporting Club. E ci sarà di nuovo: non parliamo di quello che milita in Terza categoria, ma di quello che gioca all’Arena, erede sportivo del Pisa di Romeo e ora presieduto da Fabrizio Lucchesi, pronto a riprendere lo storico nome che ha accompagnato le sue imprese dal 1909.
Più d’uno domenica, in occasione di Pisa-Prato, ha notato una presenza inattesa in tribuna d’onore, insieme a Lucchesi, a Carlo Battini e all’onorevole Fontanelli: si trattava di Gianfranco Grassini, presidente dell’attuale Pisa Sc che acquistò nel 2002 dallo scomparso Michele Passerotti.
Quest’ultimo aveva infatti fondato un Pisa Sporting Club nel 1998 iscrivendolo al campionato di terza categoria; la denominazione era la stessa del fallito club di Romeo, il quale però riviveva sin dal 1994-95 nel Pisa calcio di Gerbi, Posarelli, Meliani e Barachini.
GUERRA E PACE. Da allora fra i due club c’è stata una lunga serie di incomprensioni e ripicche reciproche, che ora con l’avvento di Lucchesi sembra superata: Grassini sta infatti parlando da più di una settimana con il sodalizio di piazza della Stazione e, per quanto tutti probabilmente si affretteranno a smentire, la trattativa è molto ben avviata. Se andrà a buon fine sarà un grande momento per gli sportivi nerazzurri che riavranno il vecchio e glorioso nome per cui tifare, e anche un evento di prestigio per lo stesso Grassini, imprenditore fra i più noti in città e che nel 2009 aveva aderito a una cordata tutta pisana per l’acquisto del club dopo il tracollo targato Pomponi-Covarelli, ritirandosi poi quando sembrava che il Pisa dovesse essere venduto alla Copra. Non è escluso che Grassini, imprenditore fra i più importanti in città e titolare fra l’altro di impianti sportivi storici come il campo Arno, entri nel prossimo Cda che sarà nominato il 15 settembre con l’ingresso dei nuovi soci e il probabile insediamento di un nuovo presidente.
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SPETTATORI. La prima all’Arena, regala allo stadio pisano il record di presenze (7.596 fra paganti e abbonati) nel girone B di Lega Pro. Non quello della categoria, perché al Via del Mare di Lecce si sfonda quota diecimila. Ma il confronto regge benissimo ed anzi va anche oltre, con alcuni stadi della cadetteria. Su tutti l’Ardenza, dove il Livorno travolge il Pescara, ma il botteghino ha fatto registrare poco meno di seimila presenze (5.858) quindi circa 1.700 in meno rispetto all’Arena Garibaldi. Solo Perugia, Salerno e Bari ottengono numeri superiori. Gli altri campi inseguono. Tornando alla Lega Pro, come nella scorsa stagione, meno presenze nel gruppo A e solite piazze che accendono entusiasmi.
Come detto, nel girone B, il primato spetta all’Arena che, nella gara di esordio contro il Prato fa registrare oltre settemila presenze (7.596) per un clima che non si vedeva da tempo, con un gran tifo ed entusiasmo ritrovato. 4.300 spettatoro in Spal-Lucchese 3.678 in Siena-Carrarese, 1.200 in L’Aquila-Pistoiese, 561 per il pareggio del Tuttocuoio contro il Rimini, mentre la gara meno vista sia del girone che della categoria, è quella di Aprilia tra la Lupa Roma e la Maceratese: 300 presenze. Nel girone A la gara più seguita stata al Città del Tricolore di Reggio Emilia. Scontro tra i locali ed il Padova, gara quindi tra nobili decadute che ha attirato quasi cinquemila spettatori (4.881). Oltre tremila anche per la sfida del Moccagatta di Alessandria, dove i grigi cedono però al Feralpi Salò. Nel girone C, il derby della Puglia richiama molto pubblico. Il Lecce cede alla Fidelis Andria ma dovrà far tesoro dei 6.680 abbonati che, assieme ai paganti danno una cornice di pubblico di oltre diecimila spettatori (10.601) con un dato assai superiore a gran parte delle sfide di B.
Antonio Scuglia
Simone Martini
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