Il dolore
Cani e Lupoli per mordere con Ringhio
Gattuso punta su una squadra che metta in campo il suo stesso carattere
L’ultimo giorno di mercato è, per millenaria tradizione, il giorno in cui i tifosi del Pisa vedono sfumare le speranze di vedere in nerazzurro i giocatori (importanti) che mancavano. E’ successo addirittura l’anno scorso, nonostante il club abbia speso la faraonica cifra di 5,9 milioni . Stavolta non è andata così: mancavano gli attaccanti e ieri Lucchesi e Tomei hanno preso tre giocatori “sodi”, dopo i 7 acquisti dei giorni precedenti.
Ci faranno sognare? Ci deluderanno come quelli dell’anno scorso? Nessuno può dirlo. Un anno fa di questi tempi troppi di noi erano certi di ammazzare il campionato, poi la stagione è finita a schiaffi. Ma ora sembra cambiata l’aria. Gattuso non è uno “arrivato”, tutt’altro. Lui la fame ce l’ha nel Dna, altrimenti sarebbe andato ad allenare in una A straniera prendendo tanti soldi, invece di investire le sue energie nel progetto Pisa. E la squadra se la sta facendo fare a sua somiglianza: tutta gente disposta a sudare sino all’ultimo, come peraltro faranno quelli che prima dell’arrivo di Lucchesi avevano preso - con sacrifici anche personali - Cerminara e Favarin.
A questo Pisa i tifosi non chiederanno vittorie a tutti i costi, ma chiederanno di non vedere mai braccia lungo i fianchi, sguardi rassegnati o magliette pulite a fine gara. Non le hanno mai viste i fan di Gattuso giocatore, e lui da mister non vuol cambiare né il portamento né il look. Il nuovo Pisa deve mordere. Sempre.
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