Italia
Il Pisa e gli altri: la nostra Champions fatta di passione, ma c’è il rischio-caos
Il derby con il Prato apre il campionato delle formazioni toscane. Occhio ai ricorsi: si potrebbe tornare a 60 squadre e allora...
PISA. A Montecarlo i lustrini della Champions, a Firenze nasce la nostra Champions. Un campionato tutto alla toscana, con meno lustrini e paillettes ma permeato del nostro spirito calcistico, quello dei derby dei campanili, delle sfide «di pancia». Meno soldi ma forse più passione. Nove squadre toscane su diciotto regalano per forza tanti, tantissimi incroci.
Ma attenzione: tutto ciò che giovedì mattina, nella sede della Lega Pro a Firenze, era cronaca, dalla settimana prossima potrà essere travolto dagli eventi. Oggi infatti i gironi sono a 18, ma l’esito del ricorso del Seregno al Collegio di Garanzia del Coni (sarà discusso giovedì 3 settembre) potrebbe portarli a 19 o a 20. E non si tratta soltanto di riscrivere i calendari non protestano per gli straordinati non pagati - ma di tutelare le società.
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Un esempio pratico: nella prima giornata del girone B è previsto il match Torres-Pontedera. Quindi i granata dovrebbero provvedere all’organizzazione della lunga e scomoda trasferta , con l’aereo e il traghetto, oltre alla prenotazione dell’albergo, ma in realtà non sanno se quella partita si giocherà davvero in quella giornata. Per dirla tutta, oggi nessuno è in grado di giurare che il campionato inizierà davvero la prima domenica di settembre. Inutile dare la croce addosso al commissario straordinario della Lega Pro, Tommaso Miele.: «Se avessi atteso gli esiti definitivi di tutta la giustizia sportiva - spiega - per procedere all'elaborazione dei calendari, in considerazione del fatto che un possibile ricorso al Collegio di garanzia del Coni è poi ricorribile al Tar e appellabile al Consiglio di Stato, avrei dovuto farli prima di Natale ».
A Miele va dato atto di aver eliminato un obbrobrio dello spezzatino della passata stagione. «Una cosa su cui mi impegnerò è che venga tolta la gara che si disputava la scorsa stagione la domenica alle 11 perché per me non è orario da calcio professionistico». Parole sante.
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