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il vice di “ringhio”

Riccio e Gattuso, un’amicizia che dura da Perugia e Glasgow

Riccio e Gattuso, un’amicizia che dura da Perugia e Glasgow

PISA. Si dice che nella vita i veri amici siano quelli della giovinezza. Gennaro Gattuso e il suo vice Luigi Riccio sono cresciuti insieme già da calciatori nel Perugia. Sostenendosi uno con l'altro...

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PISA. Si dice che nella vita i veri amici siano quelli della giovinezza. Gennaro Gattuso e il suo vice Luigi Riccio sono cresciuti insieme già da calciatori nel Perugia. Sostenendosi uno con l'altro si avventurarono, non ancora ventenni, nel Glasgow Rangers, guadagnandosi i titoli dei giornali e lasciando con un palmo di naso due volponi del calcio come il presidente Luciano Gaucci e il diesse Ermanno Pieroni.

Una fuga permessa dai regolamenti, a campionato in corso, fra le maglie aperte dalla Sentenza Bosman (sulla libera circolazione dei calciatori nell'Unione Europea), non avendo ancora firmato un contratto professionistico con il sodalizio umbro. Dalla Scozia le strade si separarono: Gattuso, dopo un anno e mezzo ai Rangers ed essersi guadagnato il soprannome "Braveheart" fece ritorno in Italia, facendo tappa alla Salernitana, prima di scrivere pagine indelebili nel Milan e in Nazionale, mentre Riccio scelse il Beveren (in Belgio) e poi in patria trovò spazio in Pistoiese, Ternana, Ancona, Piacenza (per 7 stagioni) e Sassuolo.

Calcisticamente lontani, ma inseparabili, come testimoniano le numerose interviste rilasciate da Riccio quasi da portavoce di Gattuso, ad esempio nel delicato periodo della malattia di Ringhio al nervo ottico. Il nuovo vice allenatore nerazzurro vive a Gallarate, a due passi dalla casa dell'amico, e ha fatto da padrino di battesimo a sua figlia Gabriela.

Il campione del mondo ha ricambiato con il secondogenito dell'ex piacentino (Lorenzo). «Tra noi - ha dichiarato Riccio qualche anno fa a calciomercato.com - c’è un legame fortissimo, indissolubile, fraterno. Un legame vero. Rino sa che può sempre contare su di me e viceversa. Quando ho bisogno di lui, Rino c’è. Sempre».

Pusa ha un brutto ricordo di Riccio come giocatore avversario: fu lui a far precipitare il Pisa di Bruno Giordano alla terzultima gara del 2008-09, segnando il gol del secondo sorpasso del Piacenza. Una prestazione superlativa, ma non l'unica ai danni dell'undici rossocrociato. Fu fatal Piacenza pure l'anno prima, quando Ventura operò un robusto turn over andando incontro ad un netto 4-2, che forse sarebbe stato ancora più pesante se Riccio non avesse colpito l'incrocio dei pali.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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