Il Tirreno

Pisa

Lucchesi, un “uomo di calcio” dopo Romeo

Prima di lui solo il Presidentissimo divenne proprietario del Pisa dopo una carriera da manager

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PISA. Zero centravanti uguale zero gol. Praticamente un'equivalenza matematica, non da premio Nobel, ma da bambino della scuola elementare.

Ovviamente Lucchesi sapeva già, prima dello 0-0 di Viareggio e dell’1-0 di Forte dei Marmi, quale fosse il principale reparto dove lavorare, avendo senza dubbio un handicap praticamente inedito ed altrettanto noto: si è insediato a pochi giorni dalla fine del mercato.

Il successore di Carlo Battini dovrà fare come a suo tempo... lo stesso Battini, che nel 2009, in coppia con Camilli, fu costretto a costruire a tempo di record l'ossatura della squadra.

Altro che agosto. Lucchesi, più di altri numeri uno del passato, è un presidente "alla Romeo" (almeno finché rimarrà presidente): ovvero un puro uomo di calcio come patron della società. Anconetani, che vinse il campionato di C1 al primo tentativo, rispetto al dirigente empolese ebbe un indubbio vantaggio iniziale: acquisì la società poche settimane dopo la fine del campionato 77-78. Giugno nerazzurro anche per Leonardo Covarelli nel 2005, arrivo a luglio per Luca Pomponi nel 2008, ma entrambi non utilizzarono bene i giorni in più. Maurizio Mian si anticipò ulteriormente, potendo assistere già da presidente alle ultime amichevoli del 2001-02. Gerbi e Posarelli avevano fondato il Pisa Calcio sulle ceneri dello Sporting Club all'inizio del 1995, a campionato in corso, chiuso a metà classifica in Eccellenza, prima di ottenere il ripescaggio in Cnd.

Novità ed eredità. La B immediata non fu solo merito di Romeo. Il Presidentissimo riuscì ad applicare la propria impronta, a partire dalla scelta dell'allenatore (inizialmente Giampietro Vitali) e contemporaneamente portò a consacrazione il trio Barbana-Cannata-Di Prete, che era stato costruito dal predecessore Luigi Rota. Ingresso in mezzo al guado per Giuseppe Donati, nel 1963-64, per poi impostare una rifondazione per il salto in B, poggiata sulle conferme di Cosma, Cervetto, Federici e Barontini, già in forza durante la presidenza Tumbiolo e destinati alla serie A in nerazzurro.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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