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Pisa

Se il mercato si anima nel finale

Se il mercato si anima nel finale

Dal 2011 in poi l’Ac Pisa non ha mai accelerato per gli acquisti decisivi

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PISA. Dopo anni di attese disilluse, con il nuovo presidente Fabrizio Lucchesi tornano ad animarsi gli ultimi giorni di mercato estivo del Pisa. Non accadeva dai tempi di Piero Camilli, quando, come adesso, Carlo Battini era socio di minoranza. Dopo la costruzione a tempo di record della rosa che vinse in serie D nel 2009-10, l'ultima scorpacciata di giocatori fu nel giorno di chiusura della sessione estiva 2011, caratterizzato da 5 arrivi: Mosciaro, Tabbiani, il brasiliano Tatù (che però presto lasciò la squadra) e i ritorni di Simone Calori e Giovanni Passiglia. Nell'agosto successivo Camilli aveva già annunciato la sua volontà di disimpegno e la campagna acquisti la confermò inequivocabilmente: una sola operazione in entrata nelle settimane finali del mese più caldo, l'innesto di Raffaele Perna sul filo di lana.

Anche Lucchesi, da dg, non riuscì a concludere molto, spesso frenato anche dalle mancate partenze di elementi in esubero. Nell'estate 2012, dopo aver sognato Evacuo e Eusepi, il Pisa puntellò l'attacco almeno con l'ingaggio in extremis di Stefano Scappini. Dodici mesi dopo la dirigenza era a caccia di un giovane portiere (Provedel sembrava ancora acerbo, Pugliesi era troppo anziano per la regola dell'età media), di un centrale difensivo di esperienza (Cosenza il primo nome sul taccuino) e di un centrocampista. Tante voci, ma alla fine il direttore empolese fu autorizzato solo a chiudere con il Cagliari per il prestito del mediano Alberto Melis, reduce da un infortunio e destinato a lasciare Pisa il gennaio successivo con un pugno di presenze. (m.b.)

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