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Le crisi societarie? Sempre sotto il solleone

Le crisi societarie? Sempre sotto il solleone

L’estate rovente è frequente per la tifoseria nerazzurra, ma ogni volta il Pisa si è saputo risollevare

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PISA. Una crisi societaria in pieno agosto. Senza offesa per nessuno, a parte il lieto fine è stata una situazione paragonabile a quella vissuta dopo ciascuno dei due rovinosi fallimenti (nel 1994 e nel 2009), alla ricerca di un nuovo patron durante il mese più caldo.

Il successore di Carlo Battini, cioè Fabrizio Lucchesi, dovrà fare come a suo tempo... lo stesso Battini, che nel 2009, in coppia con Camilli, fu costretto a costruire a tempo di record l'ossatura della squadra (stavolta soprattutto a centrocampo e in attacco) partendo da una buona base di giovani, ma in questo caso anche da un allenatore e da una manciata di over validi in fase difensiva, non disponendo solo dei ragazzi del vivaio, come invece, comprensibilmente, subito dopo i due crac.

ALTRO CHE AGOSTO. Giugno è senz'altro il mese più adatto e frequentato per i tanti cambi al vertice avvenuti in 106 anni di storia calcistica, a cavallo fra due campionati, dal bilancio del passato alla programmazione del futuro. Pochi giorni dopo l'ultimo triplice fischio ufficiale si fece avanti Romeo Anconetani nel 1978, avendo tutto il tempo necessario per preparare bene il torneo successivo, a tal punto da poter vincere in serie C al primo tentativo. Giugno nerazzurro anche per Leonardo Covarelli nel 2005, arrivo a luglio per Luca Pomponi nel 2008. Maurizio Mian si anticipò di qualche settimana, potendo assistere già da presidente alle ultime amichevoli del 2001-02.

Gerbi e Posarelli avevano fondato il Pisa Calcio sulle ceneri dello Sporting Club all'inizio del 1995, a campionato in corso, chiuso a metà classifica in Eccellenza, prima di ottenere il ripescaggio in Cnd.

NOVITÀ ED EREDITÀ. La B immediata non fu solo merito di Romeo. Il Presidentissimo riuscì ad applicare la propria impronta, a partire dalla scelta dell'allenatore (inizialmente Giampietro Vitali) e contemporaneamente portò a consacrazione il trio Barbana-Cannata-Di Prete, che era stato costruito dal predecessore Luigi Rota. Ingresso in mezzo al guado per Giuseppe Donati, nel 1963-64, per poi impostare una rifondazione per il salto in B, poggiata sulle conferme di Cosma, Cervetto, Federici e Barontini, già in forza durante la presidenza Tumbiolo e destinati alla serie A in nerazzurro.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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