Gioco
Gattuso o Favarin? In arrivo l’annuncio
La società: l’avvocato Piero Baffa sarà il vice di Lucchesi
PISA. Gattuso o Favarin? Fabrizio Lucchesi scioglierà oggi il nodo allenatore: «Era assolutamente prioritario parlare con Giancarlo Favarin per confrontarci su idee e programmi», ha detto ieri sera, avviandosi verso Viareggio dove il Pisa ha incontrato in una gara amichevole i bianconeri. «In giornata e anche il giorno prima avevo letto da diverse parti che la decisione era già presa. Ma alcuni scrivevano che era fatta per Gattuso, altri erano certi che avessimo già stabilito di tenere Favarin. Rispetto entrambe le posizioni, ma tutti evidentemente ne sapevano più di me pur affermando cose fra di loro contrarie», sorride. «La notte porterà consiglio», conclude.
Lucchesi in effetti era diviso fra un progetto tecnico già condiviso per Carrara con Gattuso (che comunque nella giornata di ieri ha avuto dei contatti per una società estera di serie A, dopo aver rifiutato l’offerta di Mihajlovic per fargli da vice al Milan) e l’idea di dare piena fiducia a Favarin, che in questo mese e mezzo ha fatto un grande lavoro non solo tecnico ma anche “ambientale” e psicologico insieme al direttore organizzativo Cerminara. Anche riguardo a quest’ultimo, Lucchesi ha stabilito di subordinare ogni decisione a un confronto di idee.
LA CITTA’. Il nuovo presidente intanto sta incassando la fiducia della città, anche se non ha chiesto “assegni in bianco”: «La fiducia devo meritarmela - spiega, - quello che chiedo è solo di essere giudicato in base a quello che riuscirò a fare». Di certo, gli sportivi stanno iniziando a metabolizzare il fatto che la sua firma in calce al contratto di acquisto dell’80% delle quote societarie è stata una robusta diga fra il Pisa e l’irreparabile diluvio di guai che stava per piombare addosso al club. Quando nei giorni scorsi affermavamo che la volontà di Carlo Battini di vendere era assoluta, sbagliavamo forse in un concetto: non era “solo” volontà ma era anche assoluta necessità. Oggi c’è la scadenza della rata dell’Iva: il Pisa non aveva soldi nemmeno per pagare quella, e della situazione drammatica dei giocatori (molti di loro senza un alloggio in città o dintorni assistenza neanche per i pasti) vi avevamo già riferito. Il Pisa era semplicemente allo stremo. E in città sta diventando anche sempre più chiaro che le piste alternative “gradite” (anche a noi) erano sfumate. Ruggeri, per essere chiari, dopo la rottura con Battini maturata il 5 agosto ha mollato il Pisa per l’impossibilità di avere contezza in tempi brevi sui debiti. Dal punto di vista ambientale, è molto positivo che da una parte si chieda allo stesso Lucchesi di chiarire al più presto i punti mancanti, ma dall’altra ci sia una grossissima convergenza di opinioni sul fatto che il Pisa, ora più che mai, va sostenuto e aiutato per farlo rimettere in piedi e crescere (e cambiare radicalmente).
LA SOCIETA’. Lucchesi, comprando l’80% delle quote societarie tramite la Carrara Holding Srl, si è accollato circa 2,2 milioni di euro di debiti sui 4 che dovrebbero essere l’ammontare totale; Battini da parte sua ha prestato una controgaranzia, non a favore della Srl di Lucchesi ma direttamente del Pisa. Nell’immediato, e cioè fino al momento in cui arriveranno i soci finanziatori, è lo stesso Lucchesi a provvedere con il suo patrimonio all’ordinaria amministrazione; in cassa non ha trovato niente, anche perché parte dei pagamenti effettuati nelle settimane scorse per l’iscrizione derivava da anticipi di cassa degli sponsor. Ospite della trasmissione "Diario nerazzurro" su 50 Canale, Lucchesi ha confermato le voci su un prossimo socio importante che vi avevamo anticipato: la Osram-Gruppo Siemens (lui non fa il nome ma dice: «Saremo il progetto pilota di una grande azienda che fa le lampade: verrà realizzato un impianto a Pisa e sarà un socio sponsor». Ci sono inoltre un gruppo orafo (si parla di damiani e UnoAErre) e un grossista di prodotti petroliferi, ma altri arriveranno, anche perché lo stesso Lucchesi non chiude la porta a partner che per ora sono rimasti fuori.
Vice di Lucchesi sarà l’avvocato Piero Baffa, già con lui a Pisa quando l’attuale presidente era Dg; a settembre, quando la società avrà un nuovo Cda con l’ingresso dei soci finanziatori, Lucchesi diventerà aministratore delegato. E il presidente dovrebbe essere un pisano: Giancarlo Freggia per ora non ha accettato la carica, ma ha aiutato molto Lucchesi a trattare con Carlo Battini.
Aggiunge lo stesso Lucchesi: «Battini è rimasto in società comunque con una quota residuale, innanzitutto perché c'è da garantire una continuità a questa società e da adempiere ad alcune scadenze amministrative tutto questo per un periodo. Lui poi probabilmente cederà il 5% ad un partner del territorio. L'importante è che la maggioranza rimanga in mano al gruppo che rappresento».
E i debiti correnti? «Dalla prossima settimana incontro le 15 aziende pisane che devono avere dei soldi. Carlo Battini con le sue proprietà a livello personale con le sue proprietà coprirà i debiti. Con una situazione di questo tipo sono convinto che qualcun altro al posto suo avrebbe portato i libri in tribunale».
Una chiusura significativa del discorso di Lucchesi sui programmi: «Bisogna ricompattarci, ma se lo facciamo siamo una macchina da guerra».
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