Il Tirreno

Pisa

Lucchesi: «Non basta vincere»

di Antonio Scuglia
Lucchesi: «Non basta vincere»

Il presidente nerazzurro: creare un’azienda professionale, non soltanto la squadra

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PISA. «Vincere sul campo è necessario ed è il nostro obiettivo sportivo, ma se perdiamo nella condizione societaria facciamo un danno irreparabile».

Il nuovo presidente del Pisa Fabrizio Lucchesi prende in mano il club nerazzurro e, lasciando perdere proclami e promesse, viene subito al dunque: «Sono convinto che sia possibile, anzi necessario, ripartire con un modello di società professionale prima che professionistica. Una start-up, come dicono quelli che si occupano di economia d’impresa. Ovvero un’azienda che sia capace di dare i primi frutti e attirare altri investitori per diventare sempre più solida».

DEVE VINCERE L’AZIENDA. Ma perché parla di impresa e non di giocatori? «So benissimo che il tempo a nostra disposizione per completare la squadra è poco, ma da qual punto di vista faremo tutto il possibile e credo che riusciremo a compiere le operazioni necessarie senza farci prendere dall’ansia. Il punto per me è un altro e bisogna che ci capisca subito perché è più importante di tutto il resto. Non è un caso se tre anni fa avevamo 102 società di serie C e oggi ne abbiamo 53. Tre anni fa, non dieci o trenta. Nelle categorie dove non girano i grossissimi capitali, se non si cambia modo di pensare non c’è più futuro. Ero ancora Dg del Pisa quando dicevo che questa società aveva una gestione “padronale” mentre necessitava invece di una gestione professionale. La direzione da prendere è questa: professionalità e organizzazione».

La giornata di ieri è stata dedicata alle visite istituzionali e... bancarie e al primo appuntamento con la squadra, che è andato a salutare a Filettole insieme a Carlo Battini: «Ho già detto ai ragazzi che nei prossimi giorni, uno per uno potranno spiegarmi problemi e necessità e li ascolterò volentieri».

L’ALLENATORE. Intanto ieri Michele Criscitiello diceva che alle 14.30 Gattuso sarebbe partito da Gallarate per Pisa... «Prima decidiamo, poi operiamo. Per quanto mi consta, Gattuso è sempre a Gallarate e io non l’ho convocato a Pisa. Domani (oggi per chi legge, ndr), dopo l’assemblea a Firenze, parlerò con Favarin e Cerminara e mi confronterò con loro, poi andremo a Viareggio per l’amichevole. Non vedo proprio perché dovrei fare diversamente e agire senza ascoltare chi sta lavorando per il Pisa e conosce bene la situazione della squadra. E da giovedì cominceremo a stringere per le prime operazioni tecniche: la squadra va completata per coprire prima e meglio possibile il gap con chi ha potuto organizzarsi per tutta l’estate. Non mi mancano di certo la voglia e la determinazione per affrontare queste sfide».

LA SOCIETA’. Lucchesi parte da solo ma conta di riuscire entro un mese a completare l’organico del club con i nuovi soci e la formazione di un consiglio di amministrazione. E ha intenzione di coinvolgere la città anche nell’organigramma. «Il presidente per ora sono forzatamente io, ma poi il mio ruolo diventerà quello di un amministratore delegato. Vorrei che il presidente fosse pisano. E un pisano mi ha già aiutato nelle trattative con Battini: come sapete, con lui un anno fa ci lasciammo male e Giancarlo Freggia, presidente della Paim, ci ha fatto parlare lunedì dopo un anno che non ci sentivamo. Lui è stato presente come testimone e tutta la trattativa, smussando gli angoli quando la discussione diventava troppo accesa».

BATTINI. Nell’assemblea dei tifosi, Lucchesi aveva già spiegato il motivo per cui ha rilevarto l’80% e non tutto il pacchetto delle quote del Pisa. Ci siamo accollati una marea di debiti e spero che i debiti siano quelli che ho visto e non di più. Io ho chiesto l'obbligo che Battini rimanga per un anno al 20% perché in questo modo sono sicuro che rispetterà i pagamenti: se fosse andato via quali certezze avrei potuto avere?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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