Attenzione
Trattative a oltranza per passare la mano
Spunta una lettera di intenti con un gruppo industriale
PISA. Se vinciamo, vinciamo ai supplementari, anzi ai rigori. La vittoria di cui parliamo è il felice approdo di una trattativa con gente seria che acquisti il Pisa (o la maggioranza delle sue quote). Un esito felice che comunque arriverebbe dopo aver molto penato, come stiamo facendo in queste settimane, anzi in questi mesi. Mai che si vinca serenamente, dopo aver segnato subito e aver incrementato via via il vantaggio.
E se perdiamo? La sconfitta ovviamente sarebbe vedere il Pisa in mano a gente sbagliata, visto che molti club in questi anni sono sparite dolorosamente, dopo la via crucis di vendite a soggetti che poi si dileguavano senza pagare i debiti e dopo aver dato fondo alle casse societarie. In queste due ipotesi non abbiamo ricompreso un “Battini bis”: il presidente del Pisa è stanco e sta vendendo, anzi sta cercando di vendere, al più presto, riservando per sé al massimo una quota di minoranza. Il 20%, forse addirittura il 10. Ripetiamo però un’avvertenza: Battini conferma di essere in trattative ma non si sbottona su nessuna di esse in particolare, nessun notaio è stato allertato, e quindi tutte le voci che riferiamo non sono ufficiali ma provengono da fonti vicine alla società o ai potenziali acquirenti.
COSA STA SUCCEDENDO. Che Battini lunedì avesse venduto la maggioranza si è rivelata una barzelletta, raccontata evidentemente da gente che non rispetta né il lavoro giornalisti né il diritto dei tifosi ad essere informati correttamente. Non ci eravamo fidati delle “assicurazioni” dateci in tal senso da chi millantava di saperla lunga. E’ vero invece che Battini sta trattando a oltranza. Non c’è la partecipazione del commercialista pisano Cesare Cava, ma ieri ci sono stati almeno due incontri di Battini, con interlocutori diversi. Uno era con il gruppo industriale, per ora anonimo, di cui vi abbiamo riferito nei giorni scorsi. Con tutte le cautele del caso, riferiamo la voce, arrivata in serata, che sarebbero stati fatti dei passi avanti. Questo gruppo industriale (già presente in passato nel calcio italiano) avrebbe elaborato una lettera di intenti, contrattualmente non vincolante ma in pratica una porta aperta per le firme “vere”, quelle davanti al notaio. Ma anche su questa ipotesi non c’è conferma dal presidente Battini, quindi teniamola con il beneficio dell’inventario.
C’è un’altra pista che ci risulta aperta da ambienti calcistici nazionali: si parla infatti di una trattativa ben avviata con una società ligure interessata alla ristrutturazione aziendale e al rilancio della società. Anche questa, al momento, con protagonisti non nominati.
E Fabrizio Lucchesi? Abbiamo riferito nei giorni scorsi delle voci che lo danno interessato al Pisa con il gruppo che aveva già portato a Carrara ma che lì era stato beffato in extremis. L’apprezzatissimo ex Dg nerazzurro, più volte visto in città, però ci dice: «Nego risolutamente di aver trattato il Pisa. Anche se l'amore per la città e la squadra resta grande e immutato». Non averlo trattato sinora non significa non poterlo trattare adesso, visto che sono cadute le pregiudiziali derivanti dalla chiusura un po’ brusca del suo precedente rapporto con lo stesso Battini.
LE ALTERNATIVE. Alessandro Ruggeri, ex presidente dell’Atalanta, non si è più fatto vivo, magari aspetta una chiamata di Battini ma lui chiamate non ne ha fatte. Nessuna novità dall’Inghilterra sul fronte Paladini. Venanzio Cipollitti, l’italoamericano che ha tentato a luglio la scalata al club, non si è arreso ed è “presente” con un delegato che segue da vicino l’evolversi della vicenda, non escludendo l’ipotesi di rientrare con le dovute garanzie di non trovare sgradite sorprese in corso d’opera.
IL COMITATO DEI TIFOSI. In ogni caso la cessione dovrà essere comunicata al Comitato Vecchio cuore nerazzurro, socio titolare dell’1% delle quote, in base al punto 9 dello statuto dell’Ac Pisa (“Trasferimento delle partecipazioni”) che recita: «In caso di trasferimento per atto tra vivi le quote prima di poter essere liberamente trasferite, dovranno essere offerte in prelazione agli altri soci . Il socio che intenda cedere la propria quota, o parte di essa, dovrà darne preavviso all'AmministratoreUnico o al Presidente del Consiglio di Amministrazione indicando l'entità della quota che si intende trasferire, il nominativo completo dell'acquirente, il prezzo richiesto, le modalità di pagamento, ed ogni altra eventuale condizione inerente al trasferimento; nella medesima comunicazione il socio stesso dovrà altresì richiedere che l'Assemblea esprima il proprio gradimento in riferimento alla cessione di quota da effettuare. Entro 30 giorni dalla ricezione della suddetta comunicazione, l'Amministratore Unico o il Presidente del Consiglio di Amministrazione dovrà dare notizia del trasferimento proposto a ciascun socio».
Ciascun socio a quel punto ha 30 giorni per comunicare la propria volontà di esercitare il diritto di prelazione, altrimenti si considererà rinunciante.
Qualora nessun socio eserciti la prelazione , la quota è liberamente trasferibile all’acquirente già comunicato, con un prezzo di vendita non sia inferiore al prezzo specificato nella comunicazione.
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