Il Tirreno

Pisa

il commento

Un ultimo sforzo per la svolta

di Antonio Scuglia

La fumata bianca si avvicina. Ed è assolutamente necessaria

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Con le firme - si spera - ormai in arrivo, termina un’avventura durata sei anni e ne inizia un’altra. Il presidente Battini passa la mano, rimanendo solo come socio di minoranza. Fonti attendibili ci dicono che l’ottimismo mostrato lunedì, riguardo a una trattativa già chiusa, le “visite ufficiali” già fatte in Comune e così via, era fuori luogo riguardo alla tempistica: c’era ancora molto da fare, e la lunga e misteriosa giornata di ieri dimostra che non tutto è stato fatto.
L’impressione però è che la fumata bianca sia vicina. Ed è necessario perché - senza nulla togliere alla serietà della società - il rapporto fra la città e la gestione Battini non è mai decollato come sarebbe stato opportuno. Non è una questione di colpe ma di compatibilità emotive: Battini col Pisa non ci ha guadagnato, ci ha rimesso una decina di milioni in sei anni. Ma il rapporto con la città era logoro, ormai impossibile da rattoppare. Un anno fa Battini aveva tentato il colpaccio, impegnando molte delle sue sostanze per fare uno squadrone che poi non ha risposto alle attese anche se i giocatori c’erano. E nei mesi scorsi a un certo punto Battini ha capito che non poteva farlo di nuovo ed ha iniziato a sentirsi in crisi.


Dagli annunci di aprile, poi, tutto è andato a rotoli. E’ stata sbagliata la gestione degli annunci, provocando una frattura impossibile da ricomporre, da allora sino all’ufficialità della rottura con Ruggeri. Eppure Battini ha fatto quello che era necessario, ha ulteriormente depredato il portafogli per iscrivere la squadra spendendo 1,5 milioni per gli adempimenti.
Con il prossimo annuncio ufficiale, sarà concreta la nuova svolta dell’Ac Pisa 1909 Srl; il reale capofila iniziale nel 2009 doveva essere Camilli ma chi si impegnò economicamente fu sempre Battini, soprattutto dal campionato 2011-12 quando, dopo i dissidi iniziati nell’estate, rilevava tutte le quote del grossetano e diventava socio quasi unico al 99%.
Cosa è mancato al Pisa in questi anni? Non la serietà, e volendo nemmeno i risultati, semmai un po’ di fortuna e benevolenza dal Palazzo, alla luce delle direzioni di gara infelici nella doppia finale contro il Latina e, un anno fa, nello scippo del ripescaggio e beneficio del Vicenza.


Il Pisa è stato amministrato con serietà, è partito dalla quinta serie e oggi è in terza, e lascia all’esterno un’immagine cristallina. E’ mancata però, nei rapporti con i tifosi, la capacità di farsi amare; ha pesato l’impressione data, magari a torto, di un’eccessiva pignoleria quando sarebbe bastato un pizzico di coraggio in più per raggiungere obiettivi importanti; e quella di voler nascondere qualcosa, di non fidarsi dei direttori e della città. Non si è creata un’alchimia che non porta necessariamente risultati ma aiuta a festeggiare i momenti belli e a sopportare quelli brutti. E’ stato un peccato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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