Sicurezza
Gabriel Raimondi, un avversario inedito
Domenica 2 agosto per la prima volta contro i nerazzurri all’Arena
PISA. Sarà la prima volta di Gabriel Raimondi da avversario del Pisa all’Arena Garibaldi in una partita vera. E per di più in una gara ad eliminazione diretta in Coppa Tim. Il battesimo del fuoco da allenatore, nella città che lo ha consacrato come calciatore. Un appuntamento emozionante, di quelli tutti da vivere, ma che forse, potendo scegliere, si vorrebbe evitare.
Il nuovo mister del Sestri Levante era già tornato nella città dove ha scelto di vivere: capitò nell’estate 2012 con la casacca del Pontedera, l’ultima indossata sui campi di gioco. Grande accoglienza per lo stopper argentino, che aveva lasciato definitivamente il Pisa solo pochi mesi prima.
Ma allora si trattava di un’amichevole, terminata 1-1 per la reciproca soddisfazione delle due squadre, mentre stavolta solo una delle contendenti potrà sorridere, ricevendo il tagliando di ingresso al prossimo turno della Coppa Italia maggiore da disputare allo stadio Arechi di Salerno.
L’ex capitano se l’era cavata con un salomonico pareggio (0-0) anche nell’unico precedente da rivale in una gara di campionato. Era un Cosenza-Pisa dell’autunno 2010. Non una sfida infuocata a livello ambientale, anzi il match tra tifoserie tradizionalmente amiche.
«Sicuramente mi ha fatto molto più piacere giocare contro la Lucchese», ci confessò allora il centrale sudamericano a poche ore dall’incontro.
Mentre tutto sembrava predisposto per il ritorno all’Arena nella gara di ritorno, un improvviso cambio di direzione ricondusse Raimondi a Pisa, non solo per una domenica, ma per altri 18 mesi, che si andarono a sommare alle prime due stagioni e mezza (2006-2009) nelle vesti di condottiero dalla C ai confini della A.
Sicuramente il ritorno all’Arena Garibaldi sarà un’occasione molto particolare, dove non potranno che riaffiorare emozioni antiche, ma poi nemmeno tante.
Questo vale anche per i tifosi. Perché il nome di Raimondi viene associato, anzi è uno dei simboli, del Pisa da combattimento di Braglia salito in serie B con la forza della determinazione al di là dei valori tecnici complessivi della squadra. Ed è associato anche al Pisa-spettacolo di Ventura, che ha sfiorato la serie A. Se non si fossero infortunati Cerci e Kutuzov sul più bello, la storia recente del Pisa sarebbe stata assai diversa.
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