Gioco
Kick boxing, Fragale sta già forgiando i campioni del futuro
Rachele Chiarugi e Natan Tavanti Chiarenti vincono le selezioni regionali del trofeo Coni e volano in finale
PISA. Ancora la scuola pisana Fragale sotto i riflettori della cronaca sportiva: continua a far tendenza promuovendo il settore giovanile nelle associazioni sportive federali. Tutto questo per diffondere la cultura della pratica multidisciplinare nell'età evolutiva, ponendo le basi fondamentali per una crescita più equilibrata in generale e porre basi potenziali per il futuro cambio generazionale agli atleti del momento.
Dopo le previste iniziali perplessità, progressivamente il progetto sembra iniziare a far tendenza tra le varie realtà presenti sul territorio. Didattica in linea con il protocollo voluto dal Coni per promuovere la pratica sportiva nei giovani, proponendo un metodo di lavoro più appropriato per le varie fasce di età, arginare l'abbandono giovanile e stimolare così il rifiorire dello sport con tutto ciò che ne consegue. Dopo una prima fase sperimentale presentata qualche mese fa nella scuola pisana, si è svolto in via ufficiale il Trofeo Coni Toscana di kickboxing, da cui è uscita la rosa dei candidati per la fase nazionale prevista per ottobre.
La scuola pisana schierava i giovani Rachele Chiarugi e Natan Tavanti Chiarenti, nelle due fasce di età esistenti: 10-11 anni e 12-13 anni. Entrambi hanno primeggiato in tutte le prove (percorso abilità motorie, prova tecnica al sacco, confronto di Point Fight e Kick Light) totalizzando il massimo punteggio previsto, aggiudicandosi così la rappresentanza regionale toscana al Trofeo Coni Italia che quest'anno si svolgerà a Lignano Sabbiadoro.
Dice Roberto Fragale, direttore Scuola Nazionale Federale: «Questo protocollo di inizio competizioni deve servire innanzitutto per combattere il fenomeno del burn out, ovvero dell'abbandono precoce nello sport da parte di bambini e ragazzi in età adolescenziale, tenendo quindi conto delle varie fasi sensibili nei programmi di allenamento e indirizzare il lavoro con i più piccoli sulla multilateralità e pluridisciplinarità, in modo da conferire una formazione più completa circa le capacità motorie generali, da trasformare progressivamente poi in abilità specifiche. La Scuola dello Sport del Coni ha indicato linee guida che prevedono innanzitutto un'attenta formazione specializzata dei tecnici dell'età evolutiva, in grado di pianificare una programmazione pluriennale mirata e differenziata per fasce di età dei bambini, evitando così l'insorgere della specializzazione prematura. E’ bene “coltivare” nelle fasi sensibili giovanili per “investire” poi nella formazione sportiva futura: è proprio dalla base che inizia il successo del movimento sportivo».
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