Lutto
Pisa, Floriano vicinissimo alla cessione
Lo vogliono il Foggia e un altro club del Sud, la sua partenza farebbe risparmiare oltre 700mila euro in tre anni
PISA. Una dolorosa rinuncia potrebbe sbloccare il mercato del Pisa, oggi praticamente fermo sotto la pesantissima incudine degli undici contratti (molti dei quali da serie B) che saranno validi anche dopo il 30 giugno.
Il monte stipendi annuale lordo di questi giocatori sarebbe poco distante dal milione e 600mila euro, una cifra enorme visto che poi la squadra andrebbe completata con altrettanti nuovi elementi.
Ma intanto il Foggia, pressato dall’improvvisa concorrenza di un altro club del girone C, sarebbe pronto a rompere gli indugi per rilevare il cartellino di Roberto Floriano: il tecnico De Zerbi, che ha parlato con il calciatore, a quanto riferiscono i nostri colleghi pugliesi punta moltissimo su di lui. E per il Pisa, se dal punto di vista tecnico sarebbe una grossa perdita, da quello finanziario sarebbe una manna. Il giocatore infatti arrivò a metà gennaio con un contratto valido sino al 2018 e da oggi sino alla scadenza costerà qualcosa come 700-800mila euro lordi. Ovvero come dieci giocatori “medi” di serie C per un anno (una stima di 40mila euro netti è, dicono gli addetti ai lavori, quanto guadagna uno del calibro di Bartolomei, appena ceduto dal Pontedera al Teramo in B).
Oggi la priorità, anche se è triste dirlo, non è trovare i giocatori forti, ma liberarsi di più contratti onerosi possibile per poter pagare senza troppi traumi le scadenze di fine mese e poi le ultime spettanze della rosa attuale. A fare la squadra 2015-16, o quantomeno a concretizzare gli accordi presi sulla parola, si potrà pensare solo man mano che il Pisa diventerà più “leggero”.
La Lega Pro non è molto lontana dal collasso: nascondere questa realtà non farebbe il bene dei tifosi, a Pisa come altrove. E purtroppo, a dispetto di quanto leggiamo da qualche parte, finora in piazza della Stazione non è arrivato nessuno a chiedere, come il meraviglioso John Belushi nei Blues Brothers, «Quanto volere? Io compra tutto».
E se non arriva un compratore, il dilemma del presidente del Pisa non è se fare una grossa squadra o una squadra di onesti faticatori: il dilemma è se andare avanti oppure no. La parola data da Battini (ovvero , nella circostanza, la rassicurazione, dopo l’amaro sfogo post Pisa-Spal, che continuerà al timone della società) non va messa in dubbio perché i tutti questi anni il patron nerazzurro non si è mai rimangiato le promesse. Ma il momento è difficile, ed anzi sono segnali positivi l’accordo con Favarin, il lavoro non ufficiale di Cerminara e l’inizio della programmazione logistica del ritiro, seppure in tono molto minore rispetto alle speranze. Positivi perché indicano che almeno si riparte. Le vacche grasse? C’erano l’anno scorso, sono finite, e non erano neanche buone da mangiare.
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