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lega pro

Un Tuttocuoio da applausi. Pisa, che flop!

di Antonio Scuglia e Antonio Tognoli
Pisa, una stagione piena di delusioni
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Pisa, una stagione piena di delusioni

Il Pontedera si conferma una bella realtà. Grosseto, troppi alti e bassi per una big

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PISA. E' tempo di bilanci e pagelle per le squadre toscane che hanno consegnato agli archivi il campionato di Lega Pro 2014-15. Tutte hanno mantenuto la categoria e il prossimo anno torneranno a giocarsi (si spera) qualcosa di importante.


TUTTOCUOIO 7,5 - Ovvero, come ottenere il massimo risultato utile con il minimo sforzo (economico, ovviamente, perché sul campo i neroverdi ce l'hanno messa tutta, eccome.)Il trio delle meraviglie il patron Dolfi, il ds Costa e mister Alvini ha compiuto un piccolo capolavoro riuscendo da matricola in Lega Pro Unica a conquistare una tranquilla salvezza a quota 50 punti, frutto di un ottimo girone di andata chiuso con 26 punti e riuscendo a gestire al meglio l'unico momento di blackout ad inizio ritorno (2 soli punti nelle prime sei giornate), forti dell'apporto del veterano ex Pisa e Livorno Corrado Colombo, autore di 12 reti. Unico rammarico, l'addio alla fine di Mister Alvini autentico protagonista dei successi della formazione di Ponte a Egola in questi ultimi anni.


PONTEDERA 7 - Altro campionato brillante per i granata del duo Giovannini-Indiani, il cui giudizio è chiaramente influenzato dall'aver saputo sopperire, oltre che alla perdita di Arrighini nel mercato estivo, alle cessioni di gennaio dei due giocatori più rappresentativi della rosa, Grassi e Caponi, finiti ad Ascoli e Pisa, due squadre che a Gennaio si stavano giocando le loro chances per salire in B. Perle della stagione, caratterizzata da una manovra sempre ben organizzata, le tre vittorie casalinghe consecutive ad inizio ritorno contro Spal, Ancona e Lucchese proprio mentre Indiani perdeva i pezzi pregiati. Il futuro sembra roseo con la conferma di Giovannini come Ds. In questi giorni anche Indiani prolungherà di un anno il suo contratto.
 

LUCCHESE 6,5 - Valutazione positiva per i neopromossi rossoneri, anche in relazione al budget contenuto. Buona la prima esperienza da ds di Giovanni Galli che ha saputo correggere in corso d'opera alcune lacune nell'organico, provvedendo alla sostituzione del tecnico Guido Pagliuca (autore della promozione dalla D alla C della Pantera) con l'amico Galderisi e portando al "Porta Elisa" nel mercato di gennaio l'attaccante Francesco Forte determinante con le sue reti per il raggiungimento della tranquilla salvezza. Unico neo, l'aver un po' troppo presto mollato le redini dopo i successi nei derby con Pisa e Pistoiese, cui fece seguito la vittoria interna con il San Marino.


CARRARESE 6 - Sufficientemente buona la stagione degli "azzurri", capaci di realizzare buone prestazioni corroborate da ben 18 reti del "top scorer" delle squadre toscane Marco Cellini. I difetti? Troppi pareggi e il momento di difficoltà nel finale, quando quattro sconfitte consecutive rischiavano di vanificare il buon andamento del torneo, cui è stato poi fortunatamente rimediato con la vittoria di Pontedera alla penultima giornata.


PISTOIESE 6 - Ha giocato due campionati ben distinti. La prima parte a ttuta birra e la seconda con una media retrocessione. Partita alla grande con un gioco spumeggiante votato all'arrembaggio, in sintonia con le concezioni calcistiche di Cristiano Lucarelli e il lavoro del Ds Nelso Ricci che ha portato nella città dei fiori giovani interessanti, la Pistoiese si è improvvisamente bloccata dopo la vittoria alla sedicesima giornata contro il Pisa, raggranellando la miseria di soli due punti nei successivi otto turni, circostanza che ha portato al cambio tecnico in panchina con l'arrivo di Sottili e l'esonero di Lucarelli. Con il nuovo allenatore Sottili gli Orange hanno galleggiato al limite della zona playout, conquistando la sospirata salvezza grazie ai pareggi contro Spal e Savona. Da evidenziare, comunque, la valorizzazione del giovane mediano Mungo e di Vassallo.


PRATO 6 - L'iniziale impostazione societaria di fungere da squadra satellite dell'Inter con l'innesto nella rosa di diversi giocatori provenienti dalle giovanili nerazzurre non ha dato i suoi frutti, relegando i lanieri al terzultimo posto a fine girone d'andata con appena 18 punti. Molto meglio, allora, affidarsi alla "vecchia guardia" formata da Bocalon, Fanucchi e Rubino (autori insieme di ben 32 delle complessive 41 reti realizzate dal Prato nel torneo) per raggiungere una sospirata salvezza, certificata solo all'ultima giornata in virtù del successo esterno sul campo della Carrarese. La squadra di Mister Esposito è l'unica ad aver battuto il Teramo nel girone di ritorno.


GROSSETO 5,5 - Sicuramente Camilli si sarebbe aspettato una stagione di altro livello per i suoi "torelli". Viceversa, la squadra maremmana - penalizzata dalla partenza in ritardo - non è mai uscita dall'anonimato del centroclassifica e stavolta, non ha avuto buon esito l'oramai classico valzer delle panchine. L'obiettivo minimo del mantenimento della categoria comunque non è mai stato in dubbio, ed hanno contribuito in modo determinante gli esperti attaccanti Torromino e Pichlmann, autori rispettivamente di 15 e 10 reti. Unico acuto della stagione, la convincente vittoria esterna per 2-1 nel derby con il Pisa che aveva fatto presagire un prosieguo di torneo ben diverso.


PISA 5 - Un mezzo voto in più solo per avere il pubblico più numeroso anche nei moment ibui. Il fatto di essersi classificata come migliore delle toscane non può certo assolvere il Pisa da una delle stagioni più deludenti della sua storia, se rapportata agli sforzi economici messi in atto per la costruzione dell'organico e le conseguenti ambizioni di primato. Dopo gli iniziali dieci punti conquistati nelle prime quattro giornate è via via andato sfumando l’obiettivo promozione, così pure come l'accesso ai playoff, attraverso una progressiva involuzione tecnico-tattica cui non hanno saputo porre rimedio né i rinforzi acquisiti nel mercato di gennaio né i cambi di allenatore (Braglia, Pillon e Amoroso) determinando viceversa una pesante contestazione finale. Per ripartire si fa il nome di Giancarlo Favarin.
 

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