Il Tirreno

Pisa

Anconetani: solo una consulenza

di Antonio Scuglia
Anconetani: solo una consulenza

Prosegue la trattativa fra gli arabi e il Livorno: «Suggerii il Pisa, ma in C non erano interessati»

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PISA. La trattativa Nolli-Spinelli per acquistare il Livorno c’è, eccome. Ed è anche ben avviata. Ma Adolfo Anconetani, figlio del Presidentissimo nerazzurro Romeo, chiarisce il suo ruolo nella vicenda: «Sono un semplice consulente, la mia non è neanche una mediazione. E non si è parlato di un mio eventuale ingresso nel club amaranto».

Anconetani ha incontrato ieri la stampa insieme ai figli Matteo e Maria Chiara, per raccontare i reali retroscena della vicenda.

«L’anno scorso - racconta - fui contattato dall’avvocato Alessandro Nolli di Brescia: lui ha uno studio legale non solo a Brescia ma anche a Dubai, dove rappresenta tutti gli imprenditori lombardi in affari con gli emirati arabi. Investitori locali infatti sono intenzionati ad acquistare una squadra di calcio in Italia, possibilmente in Toscana. Qui hanno degli interessi economici e vogliono fare investimenti».

La chiamata dunque è stata ricevuta, e non effettuata, da Anconetani: «Mi hanno chiamato da questo studio per sapere quali società toscane potevano essere rilevate».

E qui c’è subito una sorpresa: «I club molto importanti in Toscana che ho considerato, in termini di attrattiva, sono quattro. Fiorentina ed Empoli non erano in vendita, Quindi prospettai l’idea di Pisa e quella di Livorno. Ma scartarono Pisa per via della categoria e di tutto quel che consegue ad essa».

Si arriva quindi al marzo del 2015, e la nuova chiamata diventa una richiesta operativa: «Preparai una relazione sul Livorno, ovvero sul valore dei giocatori in rosa, e posso dire con orgoglio che fu molto simile a quella poi stilata dal presidente Spinelli. Inoltre ho potuto verificare, a beneficio dei possibili acquirenti, che la situazione finanziaria del club è solidissima: è una fra le società gestite meglio in Italia».

E poi? «Dopo qualche giorno, mi hanno chiesto un incontro con il presidente Aldo Spinelli a Genova. Quindi misi in contatto l’avvocato e i suoi soci con il presidente del Livorno: io e lui ci conosciamo da trent’anni, e gli ho potuto assicurare che gli interlocutori sono gente seria, e garantita da una delle maggiori banche presenti in Italia».

Ma dopo l’incontro ufficiale che segna l’inizio della trattativa, spiega Anconetani, il ruolo del dirigente pisano di fatto termina: «Io ovviamente non sono nelle condizioni di comprare una società di calcio. La mia non è una partecipazione alla trattativa e neanche un’intermediazione, è una consulenza amichevole. Ripeto: la trattativa la stanno facendo fra di loro, non con me. Al massimo, se tutto andrà bene, mi aspetto un invito a cena...».

Ma ad Adolfo Anconetani non farebbe piacere rientrare nel calcio in prima persona? «Con persone serie potrei farlo, altrimenti no».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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