Gioco
La lezione della sorpresa Teramo Come vincere senza spendere
PISA. Il Teramo ha dimostrato che esiste una terza via per costruire squadre competitive senza svenarsi. Tra la scelta di proporre una formazione prevalentemente di giocatori esperti, costosi, poco...
PISA. Il Teramo ha dimostrato che esiste una terza via per costruire squadre competitive senza svenarsi. Tra la scelta di proporre una formazione prevalentemente di giocatori esperti, costosi, poco “affamati” e la decisione di allestire una rosa zeppa di under provenienti dalle squadre Primavera c’è almeno un’altra possibilità, che può mettere d’accordo portafoglio e classifica, a patto di lavorare con competenza: recuperare giocatori di talento che, indipendentemente dall’età, per qualche motivo si sono smarriti o non si sono ancora affermati, ma che sono disposti a tutto per rilanciarsi. Emblematico il caso della coppia del gol Donnarumma-Lapadupula (42 centri in 2, ad una giornata dalla conclusione): ora li conoscono tutti, ma ad agosto 2014 non erano due certezze in zona-rete.
Il punto di partenza dei due bomber. Due attaccanti classe 1990, non due baby, con tre-quattro stagioni da professionisti sulle spalle (in realtà Lapadula ha esordito già a 17 anni nella Pro Vercelli), ma ancora senza aver intonato un vero acuto. Gianluca Lapadula aveva realizzato 24 centri in C2 a San Marino nel 2011-12, ma poi si era perso tra Cesena e Frosinone, ed era emigrato in Slovenia, segnando 10 volte nella Nova Gorica. In Italia aveva ancora tutto da dimostrare, come Alfredo Donnarumma, che aveva totalizzato 14 reti in C1 nel Como 2012-13, ma poi in B a Cittadella aveva giocato 20 volte con 3 gol all’attivo.
Gli “scarti” di Petrachi. Anche il celebratissimo trio Cerci-Castillo-Kutuzov non era composto inizialmente da tre bomber all’apice della carriera: Cerci era reduce da una stagione negativa a Brescia, Castillo a 32 anni aveva segnato solo 5 gol all’esordio in B nel Frosinone e Kutuzov aveva giocato 9 partite nel Parma. Tre giocatori di cui solo Petrachi intuì potenzialità e motivazioni, strappandoli a prezzo stracciato. Esattamente come quando ripescò Zavagno, che era finito a giocare nello Ionikos, in Grecia. Fondamentale il contributo di un grande allenatore, Ventura a Pisa e Vivarini a Teramo.
Nessun under e niente anziani. Il Teramo ha vinto con una rosa giovane: 25,3 anni l’età media (calcolata al 2015) della formazione che ha tagliato il traguardo espugnando Savona, ma senza alcun giocatore appena uscito dai campionati giovanili. Il più vecchio dell’intero organico è il difensore Ivan Speranza, che non ha ancora compiuto trent’anni, il più giovane il difensore Marco Perrotta, classe 1994, professionista dal gennaio 2013. Nessun 1995 in rosa e qualche 1996, impiegato con il contagocce.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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