Il Tirreno

Pisa

Per Giulia Pisani argento europeo in Champions

di Lorenzo Vannozzi
Una schiacciata di Giulia Pisani
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Una schiacciata di Giulia Pisani

Volley, la giovane ex Sangiuliano e Casciavola protagonista con la Yamamay. La squadra di Busto Arsizio è arrivata in finale a Stettino contro Istanbul

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PISA. Giocare una finale di Champions’ League lascia emozioni comunque bellissime al di la del risultato finale ed accresce ovviamente il prestigio della città che ha dato i natali e fatto crescere sportivamente i protagonisti. Questo è quello che è successo alla pallavolista pisana della Unendo Yamamay Busto Arsizio, Giulia Pisani che nello scorso week end ha preso parte con la sua squadra alle Final Four di Champions League a Stettino dove ha collezionato una prestigiosissima medaglia d'argento dopo la sconfitta in finale contro l'Eczacibasi Istanbul:«Sicuramente la situazione si commenta da sola – ha detto Giulia Pisani - Indipendentemente dalla finale, essere arrivati nella Final Four è stato stupendo. Avevo davanti a me degli idoli come Maja Poljak, centrale fortissimo dalla quale spero di imparare il più possibile magari un giorno giocandoci insieme. Mi rimarranno dentro tutte le emozioni provate in semifinale e poi quelle della finale perché non capita tutti i giorni di giocarsi la coppa».


Poteva arrivare anche l’oro?
«Noi in finale non abbiamo spinto come solitamente facciamo indipendentemente dall'avversario che abbiamo avuto di fronte un po' bloccate da una questione di testa di fronte ad un obiettivo enorme: in alcuni passaggi della partita abbiamo un po' mollato come nel primo set perso quando eravamo davanti 16-12. La delusione comunque non è una parola che può far parte di questa esperienza almeno personalmente. Adesso ho un bronzo e un argento e il prossimo metallo spero sia quello giusto».


Quando hai capito di poter realizzare concretamente il sogno di giocare ad alti livelli?
«Ho sempre giocato in maniera sera che facevo volentieri e con passione. Appena sono arrivate le prime convocazioni con la juniores ci ho sempre creduto e non l'ho mai abbandonato».


Busto è il tuo posto ideale per esprimerti al meglio?
«Tante volte ho detto che qui potrei firmare un decennale perché in Italia una realtà simile non si può trovare dal punto di vista della serietà della società e della passione intorno. Non avrei bisogno di cambiare, ma spero in un'esperienza estera nel mio futuro».


Il seguito di sport considerati erroneamente minori come la pallavolo dipendono molto dalle rappresentative nazionali. È possibile invertire questa tendenza e creare uguale interesse e passione attorno ai club?
«Dopo il Mondiale giocato in Italia c'è stata una grandissima risposta del pubblico e sicuramente gli orizzonti della pallavolo si siano allargati. Adesso abbiamo molta più visibilità e mi auguro di poter prendere sempre più spazio».


Il prossimo anno Pisa sarà città europea dello sport, occasione per dare nuova vita agli impianti sportivi e magari inaugurarne nuovi. Che situazione impiantistica hai trovato nelle tue esperienze?
«Se devo parlare di Pisa mi sento di dire che siamo un po' indietro, ovviamente relativamente all'ambito pallavolistico. Adesso mi sono abituata a dei palazzetti di 5mila posti e le differenze si notano tanto. In Toscana c'è comunque il Mandela Forum che spesso ospita la World League che è un buon impianto, ma in Lombardia il distacco aumenta ulteriormente».


La carriera di Giulia Pisani è partita da squadre pisane come il Gruppo Sportivo Sangiuliano in serie C e la Polisportiva Casciavola Volley in B2.  Che ricordi hai di queste esperienze?
«La mia prima esperienza a San Giuliano non era così intensa come quella successiva - spiega la vice campionessa europea - perché per me la scuola era ancora troppo importante. Quando però ho capito che questa poteva essere la mia strada a 15-16 anni ho cominciato a prendere fiducia e voler inseguire il mio sogno di giocare in serie A».

E poi il grande salto...

 «Nel giro di tre-quattro anni sono passata da una seconda divisione ad una A1: il merito è stato della voglia con la quale mi sono allenata e della famiglia che mi ha sempre sostenuto».
«Tengo tantissimo a ringraziare il Casciavola, società che per me conta molto e che mi ha accolto in maniera straordinaria facendomi crescere molto. Appena posso vado spesso a salutarli e allenarmi con loro».
 

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