La protesta
Champions, Giulia Pisani conquista l’argento europeo
Volley, la giovane ex Sangiuliano e Casciavola protagonista con la Yamamay La squadra di Busto Arsizio è arrivata in finale a Stettino contro Istanbul
PISA. Giocare una finale di Champions’ League lascia emozioni comunque bellissime al di la del risultato finale ed accresce ovviamente il prestigio della città che ha dato i natali e fatto crescere sportivamente i protagonisti. Questo è quello che è successo alla pallavolista pisana della Unendo Yamamay Busto Arsizio, Giulia Pisani che nello scorso week end ha preso parte con la sua squadra alle Final Four di Champions League a Stettino dove ha collezionato una prestigiosissima medaglia d'argento dopo la sconfitta in finale contro l'Eczacibasi Istanbul:«Sicuramente la situazione si commenta da sola – ha detto Giulia Pisani - Indipendentemente dalla finale, essere arrivati nella Final Four è stato stupendo. Avevo davanti a me degli idoli come Maja Poljak, centrale fortissimo dalla quale spero di imparare il più possibile magari un giorno giocandoci insieme. Mi rimarranno dentro tutte le emozioni provate in semifinale e poi quelle della finale perché non capita tutti i giorni di giocarsi la coppa».
Poteva arrivare anche l’oro?
«Noi in finale non abbiamo spinto come solitamente facciamo indipendentemente dall'avversario che abbiamo avuto di fronte un po' bloccate da una questione di testa di fronte ad un obiettivo enorme: in alcuni passaggi della partita abbiamo un po' mollato come nel primo set perso quando eravamo davanti 16-12. La delusione comunque non è una parola che può far parte di questa esperienza almeno personalmente. Adesso ho un bronzo e un argento e il prossimo metallo spero sia quello giusto».
Quando hai capito di poter realizzare concretamente il sogno di giocare ad alti livelli?
«Ho sempre giocato in maniera sera che facevo volentieri e con passione. Appena sono arrivate le prime convocazioni con la juniores ci ho sempre creduto e non l'ho mai abbandonato».
Busto è il tuo posto ideale per esprimerti al meglio?
«Tante volte ho detto che qui potrei firmare un decennale perché in Italia una realtà simile non si può trovare dal punto di vista della serietà della società e della passione intorno. Non avrei bisogno di cambiare, ma spero in un'esperienza estera nel mio futuro».
Il seguito di sport considerati erroneamente minori come la pallavolo dipendono molto dalle rappresentative nazionali. È possibile invertire questa tendenza e creare uguale interesse e passione attorno ai club?
«Dopo il Mondiale giocato in Italia c'è stata una grandissima risposta del pubblico e sicuramente gli orizzonti della pallavolo si siano allargati. Adesso abbiamo molta più visibilità e mi auguro di poter prendere sempre più spazio».
Il prossimo anno Pisa sarà città europea dello sport, occasione per dare nuova vita agli impianti sportivi e magari inaugurarne nuovi. Che situazione impiantistica hai trovato nelle tue esperienze?
«Se devo parlare di Pisa mi sento di dire che siamo un po' indietro, ovviamente relativamente all'ambito pallavolistico. Adesso mi sono abituata a dei palazzetti di 5mila posti e le differenze si notano tanto. In Toscana c'è comunque il Mandela Forum che spesso ospita la World League che è un buon impianto, ma in Lombardia il distacco aumenta ulteriormente».
Lorenzo Vannozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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