Il Tirreno

Pisa

Amoroso, impatto alla Dino Pagliari

Amoroso, impatto alla Dino Pagliari

Il 4-4-2 come soluzione d’emergenza ma rinnovabile e la capacità di rivitalizzare una squadra depressa

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Se Giuseppe Pillon aveva scelto una rivoluzione morbida in sostanziale continuità con le scelte tattiche e tecniche di Braglia, finendo per ripetere i medesimi risultati, Christian Amoroso ha imboccato la via del cambiamento soprattutto nel sistema di gioco, conquistando 4 punti (a zero) praticamente nelle stesse condizioni (2 gare ravvicinate). Un impatto "alla Pagliari" anche sotto il profilo della disposizione in campo, con la riproposizione del 4-4-2, che si conferma una semplice ma adeguata ricetta in condizioni di emergenza.

Christian agli ordini di Dino. Pagliari è stato l'ultimo allenatore del calciatore Amoroso. L'incontro al primo approdo del tecnico marchigiano sotto la Torre Pendente (2010-11), in un prepotente cambio di marcia che portò il Pisa dal baratro schivato vincendo a Cava dei Tirreni ad una salvezza diretta e anticipata. Pagliari non guardò in faccia a nessuno, neppure allo stesso Amoroso che, dopo 15 anni di A e B ma al termine di una stagione travagliata a causa di problemi fisici, racimolò appena uno scampolo di partita, l'ultimo con gli scarpini ai piedi, nella trasferta di Foggia.

Similitudini e differenze. L'affinità più evidente fra i due mister è in un 4-4-2 senza ruoli precostituiti, all'insegna "del mutuo soccorso", per dirla alla Pagliari. Sulla carta gli attaccanti sono 4, ma gli esterni rientrano di gran carriera fino al limite della propria area. Un assetto teoricamente sbilanciato anche a centrocampo, con due registi (Iori e Misuraca, vista l'assenza di Mandorlini e la rinuncia a Caponi e Ricciardi).

Da Braglia ad Amoroso. Un 4-4-2 in linea con quello del promettente inizio di stagione ma ben diverso da quello proposto da Braglia nella gara, pur vinta, con il Santarcangelo. Differente l'atteggiamento di Floriano, non tanto nello scavetto vincente quanto nella vivacità e nell'abnegazione in fase di non possesso. Il cambio di allenatore ha rilanciato Beretta, rigenerato Frediani e Napoli, e riacceso l'orgoglio dei senatori, concretizzato dal gol di Lisuzzo. (m.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Il questore di Prato chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite

di Redazione Prato