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Lo sprint di primavera è stato spesso decisivo

Lo sprint di primavera è stato spesso decisivo

PISA. I campionati si decidono in primavera. Il leitmotiv, suonato beffardo per un’intera annata, torna di attualità e dimostra la sua validità nella corsa al primo posto e alla zona playoff, all’ins...

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PISA. I campionati si decidono in primavera. Il leitmotiv, suonato beffardo per un’intera annata, torna di attualità e dimostra la sua validità nella corsa al primo posto e alla zona playoff, all’insegna della massima incertezza a poco più di un mese dalla fine del campionato. Il risveglio del Pisa a Carrara è confortato dalle statistiche: spesso i nerazzurri hanno accelerato in primavera, tagliando traguardi talvolta insperati.

Le primavere di Battini. Dal 21 marzo 2010 in poi il Pisa ha perso appena 7 partite su 45 (compresa l’ultima sfida di Lucca), vincendone 26 e pareggiandone 12. Consideriamo un pari la finale Latina-Pisa del 2013 (il passo falso maturò oltre il 90’), ma includiamo la sconfitta a tavolino di Cecina nel 2010 e quella assolutamente irrilevante a Viareggio del 2012. Niente male visto che, dopo la promozione dalla D, in due campionati di C il Pisa ha lottato per la salvezza, obiettivo ottenuto in anticipo mollando la presa nelle ultime gare.

Maledetta primavera di Ventura. In controtendenza le due stagioni pisane dell’attuale tecnico del Torino. Nel 2007-08 la squadra delle meraviglie si fermò il 15 marzo 2008 con il 2-0 sull’Albinoleffe. Una primavera poco propizia cominciò con qualche giorno di anticipo manifestandosi nella batosta infrasettimanale di Piacenza (4-2) e da lì in poi concesse appena 2 vittorie. L’anno successivo il Pisa salutò l’inverno battendo l'Empoli e sognando i playoff, ma poi subito incappò in 4 sconfitte di fila che segnarono il destino di Ventura. Da allora fino alla fine appena un successo targato Giordano.

D’Arrigo e Braglia. Più datata nel tempo una splendida, anche se illusoria, rimonta primaverile: nel 2000 il Pisa di D’Arrigo seppe strappare 17 punti degli ultimi 21 a disposizione, recuperando 10 lunghezze alla capolista Siena. E Braglia nel 2007? 7 successi, 2 pareggi e 3 sconfitte, una pesante a Busto Arsizio, una senza significato a Venezia all’ultima giornata e una solo parziale nella finale di Monza.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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