Sicurezza
Pillon: «Il rammarico è forte, lo spogliatoio mi aveva accolto bene»
Scuse di Tomei a Morrone dopo il paragone con Schettino Il centrocampista: «Al Parma potrei andare anche in D»
PISA. «A Lucca la squadra aveva dato segnali diversi rispetto a San Marino. Il rammarico più grande è non aver potuto lavorare con questi ragazzi. Contro la Lucchese non meritavamo di perdere: l’arbitro ci ha messo molto del suo e ci ha penalizzato». Giuseppe Pillon dopo le sue dimissioni è intervenuto alla trasmissione Alè Nerazzurri su Telecentro 2 (ri)spiegando i motivi del suo addio: «Le strategie della società non collimavano con le mie e quindi ho deciso di dimettermi».
L’ormai ex tecnico parla del buon rapporto avuto con la squadra nella sua breve permanenza a Pisa: «Con i ragazzi mi sono trovato bene, ero felice di lavorare con loro, mi avevano accettato di buon grado ed è un vero peccato non aver proseguito questa avventura». Sulla contestazione dei tifosi afferma: «Capita, mi sono successe molte volte nella mia carriera». Su Amoroso ricorda: «E’ stato un mio giocatore, se mi chiamerà per chiedermi lo farò volentieri».
Intanto, il ds Pietro Tomei - che, a proposito di capitani che lasciano la nave, aveva paragonato Morrone a Schettino, chiede scusa pubblicamente al giocatore: «Le mie parole sono state frutto di uno scivolone linguistico dettato dalla concitazione e dallo stress. Per questo chiedo scusa al calciatore Stefano, che conosco professionalmente da moltissimi anni, e all’uomo Stefano, che non può certamente essere giudicato per questa sua scelta che rispetto profondamente».
Nei giorni scorsi, parlando a tuttomercatoweb, Morrone aveva commentato la situazione di crisi del Parma, società alla quale ancora appartiere (al Pisa è in prestito): «Dispiace, è una storia triste - ha detto tra l’altro -. Questa montagna di debiti è un fatto scandaloso. Mi spiace per i ragazzi, per i dipendenti. Ci sono stato sette anni, so come lavorano. Un mio ritorno in caso di D? Io avrei un altro anno di contratto a Parma, sulla carta, vediamo cosa accadrà. La mia porta è sempre aperta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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