La manifestazione
«I giocatori devono fare di più, ma non tutto è perduto»
PISA. «A Pisa può arrivare anche Mourinho, ma senza l’impegno dei giocatori difficilmente cambierà qualcosa». Oppure. «Questa stagione dimostra che non basta spendere tanto, ma occorre investire su...
PISA. «A Pisa può arrivare anche Mourinho, ma senza l’impegno dei giocatori difficilmente cambierà qualcosa». Oppure. «Questa stagione dimostra che non basta spendere tanto, ma occorre investire su persone che perseguono lo stesso obiettivo». C’è chi punta il dito contro i giocatori e chi imputa alla società di aver speso male. I tifosi però si dicono fiduciosi e auspicano un’inversione di rotta. «Il comportamento dei giocatori è stato vergognoso - accusa Sabrina Pavolettoni del Club Autonomo -: non sono dei veri professionisti, altrimenti avrebbero dato il massimo. I tifosi fanno sacrifici ogni domenica, spendendo soldi e rischiando: i giocatori dovrebbero farsi un esame di coscienza e mettersi nei nostri panni anziché arrabbiarsi, come ha fatto Morrone all’Aquila nei confronti del Club Autonomo quando gli è stato chiesto di tirare fuori gli attributi. I senatori della squadra dovrebbero portare avanti la baracca invece di fare le vittime o chiedere la rescissione del contratto. La situazione è brutta - continua Pavolettoni - ma la matematica non ci ha ancora condannati fuori dai playoff. Occorre che i giocatori si impegnino perché può arrivare anche Mourinho, ma in campo scendono loro».
La delusione è ancora maggiore se rapportata ai presupposti con i quali il Pisa ha iniziato il campionato. «Non ci aspettavamo di trovarci in questa situazione - dice Liana Bandini del Centro coordinamento -. Adesso bisogna cercare di stare vicini a società e giocatori per aiutarli a superare questa fase perché non tutto è perso. Dispiace per il presidente perché, anche se ha commesso errori, ha fatto tutto il possibile per portare il Pisa in serie B».
Secondo Fabio Vasarelli dell’Associazione Cento «il problema parte da lontano. La società – sottolinea - si è fidata di persone come Braglia e Vitale che non hanno dato ciò che si sperava. Ha speso investendo però male e non ha saputo gestire le avvisaglie negative arrivate durante il campionato. La contestazione - prosegue Vasarelli - è stata giusta e forse tardiva, ed è servita a scremare quei giocatori che non avevano orgoglio. Il momento è negativo, ma basterebbero poche partite positive per far ritornare le speranze ed è quindi doveroso provarci».
Danilo Renzullo
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