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La convivenza tra i bomber primo passo per il riscatto

La convivenza tra i bomber primo passo per il riscatto

Dopo San Marino, Pillon ha sentenziato: «Arrighini e Arma stiano più vicini» Anche nel Treviso il nuovo allenatore nerazzurro ha avuto un’esperienza simile

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PISA. Stavolta, dopo 12 anni e mezzo, la scossa psicologica di un nuovo allenatore non ha partorito risultati positivi immediati, neppure un pareggio. L’ultimo coach sconfitto era stato Gianni Simonelli nel 2002-03. In compenso Giuseppe Pillon ha compiuto una straordinaria full immersion di 90’ in tutti i problemi nerazzurri degli ultimi mesi e ora teoricamente ha gli elementi per poter intervenire già nel derby di Lucca. Il resto sarà rinvenuto nel suo bagaglio di esperienza.

Sul taccuino del mister. Il nuovo tecnico ha già visto tutto. A San Marino una prova opaca simile a quelle offerte nell’ultimo mese (e non solo). Al fischio d’inizio il 4-3-3 che molti auspicavano, con due ali pure (Frediani e Floriano), Arrighini al centro dell’attacco al posto di Arma, e Iori di nuovo davanti alla difesa. Negli ultimi minuti invece è stata schierata la formazione di Braglia, la convivenza tra Iori e Caponi e tra Arrighini (riportato sulla fascia) e Arma, oltre alla riproposizione di Napoli, scelta costata molto all’ex allenatore in termini di consensi. Proprio quest’undici è stato perforato da La Mantia. La difesa, salvo il rientro di Lisuzzo al posto di Sini, era la stessa di domenica scorsa dopo l’infortunio di Dicuonzo, con Mandorlini adattato a terzino. Il “dottor” Pillon ha già abbozzato una cura nel dopo gara di San Marino: «Arma e Arrighini devono giocare più vicini. Possono convivere attraverso il lavoro».

Treviso come Pisa. Anche Pillon ha vissuto l’esperienza di Braglia: rischiare il ritorno in una città dove era osannato e perdere la scommessa. A Treviso, nel capoluogo della sua provincia natale, il tecnico veneto era salito dalla D alla B (1994-1997) ed era già stato riaccolto nel 2004-05 conquistando i playoff, preludio al ripescaggio in A, partendo dall’ultimo posto. La terza volta (2007-08) era stata preparata in grande stile: in rosa elementi come Barreto, Russotto, Beghetto, Quadrini, un giovane Bonucci e Guigou. Una delusione tremenda: solo un quintultimo posto, ma senza retrocessione né esonero. Insomma Pillon conosce da dentro i problemi delle grandi deluse.

Partenza in folle. L’ultimo nuovo allenatore perdente al debutto da subentrato, Giovanni Simonelli, cadde nel primo match a Pistoia e anche nel secondo con la Reggiana, ma arrivò ai playoff e alla finale di Bergamo, avendo però quasi tutta la stagione a disposizione.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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