Gioco
Nerazzurri, un nuovo volto tutto da scoprire
Il modulo prediletto da Giuseppe Pillon è il 4-4-2, però ha spesso usato opzioni diverse
PISA. Quale volto avrà il Pisa di Bepi Pillon? Meno di tre giorni sono un esiguo intervallo di tempo per immaginare di rivoluzionare modulo e uomini.
Eppure bastarono a Pagliari (nel 2010-11) e a Pane (l'anno dopo) per introdurre lo schema prediletto (4-4-2 in un caso, 3-5-2 nell'altro) già al debutto assoluto, che avvenne come ora in gara infrasettimanale, ma in Coppa Italia.
Mai il Pisa nei più recenti cambi di allenatore (da Giordano a Menichini) ha mantenuto intatto il canovaccio tattico ed anche Pillon, nei 5 ingressi in corsa avvenuti nelle ultime 6 stagioni, mai ha conservato esattamente il sistema di gioco del predecessore, operando contestualmente sempre qualche avvicendamento nello schieramento.
Le ultime 5 volte ad un "capezzale". Nella scorsa stagione il tecnico veneto subentrò nel Carpi a Stefano Vecchi, passando dal 4-1-4-1 inizialmente al 4-4-2 e poi al 4-3-3, cambiando 4 titolari nella prima partita. L'anno prima a Reggio Calabria in sostituzione di Davide Dionigi, mutando ancora 4 interpreti, aveva convertito il 3-4-2-1 del collega in un 3-5-2, poi alternato al 4-3-3 per chiudere con un 4-4-2. Quest'ultimo è stato il modulo prescelto sia all'arrivo ad Empoli nel 2011-12 (riconvertendo il 4-3-3 di Aglietti con 5 mosse), sia l'anno prima a Livorno (partendo dalla prima giornata), sia al ritorno ad Ascoli nel 2009-10 al posto di Alessandro Pane, che praticava il 4-3-1-2 (nella prima gara di Pillon solo 2 novità in formazione).
Anche a Reggio Calabria (la prima volta nel 2008-09) il neo coach nerazzurro scelse il 4-4-2 dal 4-3-2-1 di Nevio Orlandi, introducendo 3 nuovi elementi (compreso l'ex nerazzurro Ceravolo), ma dopo 4 gare si orientò verso il 3-4-2-1.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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