Gioco
Dal grande ritorno alla delusione, con pochi momenti felici
PISA. La versione 2.0 del Pisa di Piero Braglia era nata per volere, del presidente Carlo Battini e del dg Pino Vitale col pieno sostegno della piazza sperando di ripetere insieme quello che...
PISA. La versione 2.0 del Pisa di Piero Braglia era nata per volere, del presidente Carlo Battini e del dg Pino Vitale col pieno sostegno della piazza sperando di ripetere insieme quello che successe nella stagione 2006-07 culminata con la promozione in serie B. Probabilmente il presidente non è mai stato convinto fino in fondo di questa scelta, ma il rapporto che il tecnico grossetano aveva stretto con i tifosi, dimostrato anche dalla grande presenza di pubblico durante la presentazione, e il risultato straordinario della precedente esperienza erano un richiamo troppo forte che hanno portato a mettere nelle mani del tecnico le chiavi che, a detta di tutti, erano di una Ferrari.
Sin dall'inizio però i rapporti non sono mai stati idilliaci perché se da una parte si dichiarava apertamente di puntare alla serie B, dall'altra Braglia ha ripetuto più volte di volare basso perché “se uno vuol vincere non lo deve dire mai”. L'inizio della stagione era stato promettente nonostante la vicenda del mancato ripescaggio. La stima ampiamente ricambiata con Pino Vitale non è mai mancata e quando, alla vigilia della trasferta di Pistoia, l'allora dg se n'è andato sbattendo la porta Piero Braglia ha perso un importante sostenitore, decidendo comunque di caricarsi sulle spalle ulteriori responsabilità ed andare avanti nonostante i risultati stentassero ad arrivare. “Forse sono un pazzo a tornare dove ho fatto bene, ma sono convinto della forza della mia squadra” ha ripetuto più volte il tecnico ed effettivamente la rosa allestita, nonostante sia stata probabilmente sopravvalutata, era e rimane di primo livello con giocatori poco inclini al sacrificio e al gioco maschio, ma sicuramente di grande qualità. Questo può esser stata una delle ragioni per la quale Braglia non è riuscito a trasmettere il suo credo ai giocatori cambiando quasi domenicalmente moduli ed elementi. Questa situazione ha portato alla contestazione di buona parte della tifoseria rimasta delusa, oltre che dai risultati, anche da alcune dichiarazioni del tecnico. Il mercato di Gennaio nel quale la società è andata dritta per la propria strada non soddisfacendo in pieno le richieste del tecnico è stata l'ultima tappa di un rapporto definitivamente chiuso dopo la sconfitta casalinga contro l'Aquila, punto più basso di una stagione che in molti sperano ancora recuperabile. (l.v.)
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