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Pisa

Nerazzurri, le guerre vinte dopo aver perso le battaglie

Nerazzurri, le guerre vinte dopo aver perso le battaglie

Nella storia del club tanti esempi di recuperi in seguito a sconfitte nei big match Anche la squadra di Braglia promossa in B non aveva brillato con le grandi

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PISA. La vittoria di Grosseto ha rimesso in moto il Pisa, ma sulla classifica e sul morale della tifoseria ancora pesa tremendamente la sconfitta nel big match con l’Ascoli. Eppure la storia nerazzurra è costellata di “guerre” vinte dopo aver perso le battaglie dirette con le principali rivali, forse capitalizzando, in termini di rabbia ed esperienza, proprio quelle singole, cocenti delusioni.

Altro che Cremona. Tutti ricordano il sorpasso finale sulla Cremonese realizzato vincendo lo scontro promozione per la serie A nel 1986-87. In realtà si tratta di un caso isolato, assai raro in 106 anni di vicende calcistiche. L’ultimo salto di categoria, il ritorno tra i professionisti conquistato nel 2009-10, fu ottenuto nonostante la sconfitta di Carpi, peraltro vendicata al ritorno. Il primo Braglia perse a Grosseto e, prima di vincere la finale di ritorno, con il Monza aveva ottenuto solo due pareggi ed era stato battuto nell’andata della sfida decisiva. Il Pisa 1998-99 è ricordato come l’inaffondabile corazzata della C2 e invece fu ribaltato da Mantova e Prato, principali avversarie insieme all’Albinoleffe, con cui invece (almeno quell’anno) i nerazzurri fecero il pieno.

Rivali vincenti ma beffate. Nel 1995-96 il Pisa soffrì per riconquistare la C2, superando di un’incollatura Aosta e Biellese, che complessivamente avevano riservato due pareggi e altrettante sconfitte a Signorini e soci. L’ultima salita in A fu percorsa nel 1989-90 senza riuscire ad avere la meglio su Torino e Cagliari (solo il Parma lasciò i tre punti, in casa propria). Anche l’ultima salvezza in A (1987-88) fu strappata in modo assai avventuroso: l’Avellino prevalse nello scontro diretto alla quartultima giornata, ma furono gli irpini a scendere in cadetteria, superati dai 7 punti del Pisa nelle ultime 3 partite. Anche nel 1981-82 il team allora allenato da Aldo Agroppi non brillò nelle sfide al vertice, battuto da Sampdoria e Verona (che precedettero i rossocrociati in graduatoria), ed anche dal Varese, non riuscendo a far cadere neppure il Bari, che però rimase con un palmo di naso di fronte ai festeggiamenti dei ragazzi di Anconetani. Decisivo per il salto in B del 78-79 il successo sul Catania alla penultima giornata, ma gli etnei erano stati implacabili nel girone d’andata (3-1). Un po’ come accadde in Promozione nel lontano 1956-57: il Pisa meritò il biglietto per la Quarta Serie sconfiggendo e superando all'ultima gara i rivali del Grosseto, che però non avevano lasciato scampo nella prima sfida.

Massimo Berutto

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