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Pisa

Ora avvicinarsi alla vetta è diventata un’impresa

Ora avvicinarsi alla vetta è diventata un’impresa

Con un solo punto conquistato in due partite lo spazio dei sogni si è ridotto I nerazzurri hanno perso il primo posto a fine settembre e non l’hanno più ripreso

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PISA. Arrivare a Roma e non vedere mai il Papa. Per la seconda volta in due mesi il Pisa si è avvicinato ad un tiro di schioppo dalla cima ma, conquistando un solo punto in due partite, è stato ricacciato indietro. Il Pisa è sceso definitivamente dall’altalena della vetta? La matematica lascia ancora spazio ai sogni, ma afferma una realtà dura e sincera: il Pisa ha perso la prima posizione alla sesta giornata (il 28 settembre) in favore del Teramo a causa della sconfitta di Piacenza e non l’ha più riconquistata, mentre l’Ascoli la occupa ininterrottamente dal 3 novembre. Le beffarde oscillazioni di risultati dei nerazzurri e delle loro concorrenti non hanno mai consentito l’aggancio all’apice.

Pisa aveva vissuto un buon Natale a -2 (in seguito alle vittorie su Ancona e Tuttocuoio e alla sconfitta dei rivali bianconeri nel derby di Ancona), ma ha vanificato tutto all’ingresso nel 2015, perdendo inaspettatamente in casa con il Forlì e facendosi rimontare a Teramo. Un po’ come è accaduto nelle ultime due settimane: dopo il successo degli uomini di Braglia sul Pro Piacenza, in concomitanza con il tonfo dell’Ascoli a Prato, il Pisa era arrivato tornato a -4 con una gara da recuperare. Poi lo 0-0 di Pontedera e la caduta nello scontro diretto con la capolista hanno dissolto la seconda grande occasione.

Ma si può dire che il campionato ha aspettato i nerazzurri? In verità è stato piuttosto beffardo: le concorrenti rallentano quando Morrone e soci steccano, mentre accelerano nel momenti in cui i rossocrociati intravedono il traguardo. Al termine del peggior periodo della stagione nerazzurra (2 punti in 5 partite tra la quinta e la nona gara) le lunghezze da recuperare erano miracolosamente appena 3, grazie ai balbettii altrui (allora la formazione leader era la Reggiana). Poi il motore del Pisa ha ripreso a rombare, con i successi esterni all’Aquila ed a Prato, ma entrambe le volte non ha scalfito il -3 dalla vetta, agganciata dall’Ascoli il 3 novembre, paradossalmente nella giornata in cui i toscani (avendo battuto il San Marino) hanno accusato il minimo ritardo dalla cima da fine settembre ad oggi (-1).

Il distacco si è dilatato a 6 punti dopo lo scivolone interno dei ragazzi di Battini contro la Carrarese (il 23 novembre) ed era di 5 dopo la debacle di Pistoia. Siamo di nuovo al punto di partenza (supponendo ottimisticamente un successo nel recupero di Reggio Emilia), con l’handicap aggiuntivo degli scontri diretti sfavorevoli rispetto all’Ascoli.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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