Quando Raimondi faceva il bomber contro il Piacenza
L’ex difensore nerazzurro segnò ben due gol ai biancorossi nel campionato di serie B
PISA. Non tutti i pisani hanno brutti ricordi legati a Piacenza. In controtendenza il bilancio di Gabriel Raimondi, che contro la più gloriosa compagine della città emiliana ha segnato i suoi unici due gol in cadetteria. L’ex capitano nerazzurro, ora procuratore, cerca di trasmettere positività al suo assistito Andrea Caponi per la gara di ritorno con il Pro Piacenza.
Gabriel, Caponi a parte, quali altre operazioni ha concluso nel mercato di gennaio?
«Nessun’altra. Andrea è un mio amico ed è stato mio compagno al Pontedera. Ho iniziato a lavorare anche con altri miei ex colleghi».
Soddisfatto del suo esordio contro il Savona?
«Penso che Andrea abbia disputato una buona partita, come tutta la squadra, nel secondo tempo. Nella prima frazione c’era quel nervosismo legato alla voglia di vincere e il Pisa non trovava la chiave della gara».
L’impressione è che Caponi dia ritmo ad un centrocampo molto più tecnico di quello del 2006-07, ma assai più compassato...
«Credo che il Pisa abbia un ottimo centrocampo. Non posso mettere in discussione Iori e Morrone, che non solo sono stati in categorie superiori, ma hanno giocato da protagonisti. Anche Misuraca è un ottimo calciatore. Caponi deve dimostrare di essere un elemento di categoria con caratteristiche diverse dagli altri, in grado di fornire un’alternativa».
Si discute sulla coesistenza tra Caponi e Iori: magari potrebbero fare come Obodo e Genevier, che Pane invertiva spesso di posizione, uno davanti alla difesa e l’altro da mezzala, disorientando gli avversari...
«O possono essere come Braiati e Genevier in serie B. Avere giocatori di caratteristiche differenti ti permette di scegliere in base all’avversario».
Grassi all’Ascoli, Arrighini al Pisa: sulla carta quale delle due favorite ha fatto il miglior affare?
«Penso che Grassi al Pisa non servisse, perché conosco gli schemi di Braglia. Chiaramente non metto in discussione Grassi, un giocatore con colpi che non si vedono neppure in serie B. Al Pisa serviva Arrighini, che è forte in profondità ».
Sulla bocca di tutti il tridente Arrighini-Arma-Floriano: possibile un utilizzo di Arrighini più decentrato, alla Ceravolo?
«L’ho visto tante volte far gol da attaccante esterno, partendo da sinistra, andando verso l’interno e calciando a giro. Ha qualità e velocità, può giocare in quella posizione».
Il -7 accusato dal Pisa sull’Ascoli può pesare sulla psiche dei giocatori, nonostante la gara in più da giocare?
«Dipende dalla consapevolezza che il Pisa ha della propria forza».
Tra le concorrenti dei nerazzurri qual è la più forte?
«Il Teramo gioca bene, anche se a Pisa non lo ha fatto. Non sembra neppure una squadra di C, visto il calcio spumeggiante che esprime. E’ difficile che una compagine di questo genere resti prima in classifica per tutto il campionato».
Veniamo al prossimo avversario dei nerazzurri: il nome Piacenza non dovrebbe evocarti brutti ricordi...
«Non ho segnato così tanto da potermi dimenticare i due gol al Piacenza, uno all’andata e l’altro al ritorno (serie B stagione 2007-08). In realtà della seconda gara ho un ricordo abbastanza brutto, perché secondo me con quel 4-2 perdemmo un bel pezzo di campionato».
Quello era il Piacenza, questo il Pro Piacenza: che formazione è la prossima rivale del Pisa?
«Una squadra penalizzata, che ha trovato i risultati, dando prova di forza».
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