Il dolore
Pisa, scende in campo il tridente atipico
Arma, Arrighini e Floriano hanno messo a segno complessivamente 49 reti. Gli esperimenti precedenti di Braglia
PISA. Lavoro pomeridiano ieri per la squadra nerazzurra che ha proseguito la preparazione al prossimo match di campionato. Domenica prossima (ore 18.00) arriverà all’Arena la Pro Piacenza capace nella gara di andata di mandare al tappeto i nerazzurri e quindi avversario da prendere con le molle.
Braglia, assieme al suo staff, ha lavorato per quasi due ore su tutti gli aspetti tecnico-tattici della prossima gara, completando poi la seduta di lavoro con una sessione di conclusioni in porta da breve e lunga distanza. Tutti i calciatori nerazzurri hanno regolarmente svolto l’allenamento odierno.
Oggi rifinitura sul prato dell’Arena al termine della quale la squadra raggiungerà il ritiro pre-gara fissato all’Hotel Bonanno.
Prove tecniche di tridente. Un terzetto francamente atipico: due punte centrali (Arma e Arrighini) e un attaccante esterno (Floriano). Cosa hanno in comune un marocchino, un pisano doc e un italo-tedesco?
La parola alle reti. Il linguaggio del gol si usa a tutte le latitudini. Ben 49 le reti messe a segno complessivamente dai 3 bomber nerazzurri: 19 di Floriano a Mantova (sebbene in categoria inferiore, l’ex Seconda divisione) e 15 a testa per Arrighini e Arma. Quest’ultimo ha incrementato la marcia (14 segnature, nonostante 2 errori dal dischetto), mentre il primo ha confermato un buon ritmo realizzativo, con 6 centri in metà annata a Barletta. Capitolo a parte quello di Arrighini, che ha esordito ad Avellino in serie B, dove ha totalizzato un gol.
Il pane duro della D. Tratti in comune nelle vicende dei tre giocatori: tutti si sono dovuti lanciare o rilanciare in campionati dilettantistici e non hanno sfruttato a pieno la prima chance con il grande calcio. Esperienze che sicuramente li hanno forgiati. Roberto Floriano è cresciuto nell’Inter, entrando dalla porta principale, ma per giocare tra i grandi è dovuto partire dalla serie D. Anche Arma ha debuttato tra i dilettanti, affermandosi a suon di gol nella Sambonifacese, prima di salire alla Spal. Pure per lui un poco fortunato soggiorno al sole: due stagioni in B (tra Torino, Cittadella e Vicenza), poi il rientro nel “luogo del cuore” a Ferrara (2011-12). Un percorso simile nella più breve carriera di Arrighini, costretto a soffrire per affermarsi in serie D, a Pontedera e per un anno a Rosignano. I primi 6 mesi di B ad Avellino hanno suggerito un ulteriore rodaggio in Lega Pro e la scelta di tornare a casa, stavolta nel Pisa.
Primi esperimenti. Finora Arma, Arrighini e Floriano hanno composto l’attacco nerazzurro soltanto per 6’, tanti quanti quelli intercorsi nell’ultimo match con il Savona tra l’ingresso di Floriano al posto di Caponi e la sostituzione di Arrighini con Finocchio. I tre bomber avevano già giocato insieme anche nel primo tempo del match con il Santarcangelo, ma non in un trio, bensì in un quartetto completato da Frediani. Braglia ha promosso pubblicamente il 3-4-3 (suo marchio di fabbrica nel 2006-07) proposto nel secondo tempo di Savona, affermando inoltre che Arrighini ha corsa per poter fare l’esterno. Non è però da escludere, se non altro in corso d’opera, il 4-3-3, vista l’abbondanza di centrocampisti centrali (6 in rosa), anche se porterebbe alla rinuncia ad uno dei tre stopper e al confinamento prevalentemente in fase difensiva dei due esterni bassi, bravi invece soprattutto ad attaccare (Costa in particolare).
Il precedente. Due centravanti e un attaccante esterno non rappresentano una situazione inedita per il Pisa: l’ultimo Ventura schierava sistematicamente un’ala destra (Alvarez) a supporto di due centravanti (pescati nel lotto formato da Greco, Antenucci, Gasparetto e Joelson), rinunciando totalmente all’ala sinistra per avere una squadra più corta.
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