Il Tirreno

Pisa

Tra Pisa e Ascoli i rigori fanno la differenza

di Massimo Berutto
Tra Pisa e Ascoli i rigori fanno la differenza

In classifica il team di Braglia paga i tiri dal dischetto falliti mentre gli specialisti della capolista non sbagliano un colpo

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PISA. Praticamente dal dischetto è maturato il divario tra Ascoli e Pisa, amplificato fino a 7 lunghezze dal rinvio del match dei nerazzurri a Reggio Emilia. Il team marchigiano con 3 rigori ha costruito il tris di successi che l’ha riportato in orbita dopo la pesante sconfitta all’Aquila (3-0). Invece con 2 massime punizioni (una fallita da Arma con il Forlì e l’altra vanificata da Arrighini a Gubbio) gli uomini di Braglia probabilmente hanno polverizzato 5 punti, tanti quanti sarebbero bastati al Pisa per detenere virtualmente la vetta in attesa del recupero in Emilia. Il momento d’oro dell’Ascoli a livello di risultati nasconde però ombre e punti deboli su cui si può impostare la riscossa.

Tre penalty per 9 punti. Nel rotondo 4-1 rifilato tre settimane fa dagli uomini di Petrone al Tuttocuoio, decisivo un tiro dagli undici metri, trasformato da Altinier all’inizio del secondo tempo, dopo che la matricola di Ponte a Egola si era portata sull’1-1. Ancora una massima punizione, procurata tra mille polemiche e trasformata dal centravanti bianconero, ha permesso il sorpasso dopo la rimonta di due gol a San Marino. Quasi lo stesso copione di domenica scorsa contro la Spal: i ferraresi, in vantaggio di una rete e di un uomo, sono stati inizialmente recuperati ancora da Altinier e poi sorpassati da un altro rigore (più espulsione) discusso quanto quello della settimana precedente, conquistato e concretizzato da Leo Perez. Se anche l’Ascoli, come il Pisa, avesse fallito due rigori, quasi sicuramente adesso la lepre del girone sarebbe il Teramo, a +4 dai nerazzurri.

Difesa in difficoltà. Alcune cifre però sono più incoraggianti: l’Ascoli nelle ultime 6 giornate ha subìto 10 reti, ossia nell’ultimo quarto di campionato ha raddoppiato i gol al passivo e poteva incrementarlo ulteriormente, essendo andato in affanno sia a San Marino sia contro la Spal. Un dato sui cui riflettere, considerando che la difesa è l’unico reparto sul quale la società del presidente Bellini non ha investito nel mercato di gennaio. Solita scelta operata dal Pisa, che però ha incassato solo 3 dispiaceri nei 5 incontri del nuovo anno, sebbene tutti determinanti per una sconfitta e due pari.

L’attacco no. Diverso il bilancio dell’attacco: i bianconeri hanno realizzato 15 gol nelle 6 gare del 2015, in media oltre 2 a partita, con 6 interpreti diversi: Altinier con 6 centri ha più che raddoppiato il proprio bottino (salito a 11 centri), 2 volte a testa hanno timbrato Mustacchio, Berrettoni, Addae e Carpani, una gioia per Perez. Nessuno dei nuovi acquisti (Grassi, Nardini, Tripoli o il centrocampista Altobelli) ha ancora segnato. Per il Pisa 5 reti in altrettante partite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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