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Pisa

Un doppio centravanti per conquistare la vetta

Un doppio centravanti per conquistare la vetta

Il compito di Braglia: trovare una soluzione tattica per il tandem Arma-Arrighini Ma ci sono anche da valorizzare gli esterni della rosa, da Floriano a Frediani

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PISA. Un Pisa a due punte sogna a Gubbio e rimedia ad una situazione che stava volgendo al peggio. Il possibile preludio alla ricomposizione della coppia Arma-Arrighini forse su basi tattiche diverse da quelle dell’esordio in Pisa-Santarcangelo. Il tridente, che sembrava scontato subito dopo la squalifica del bomber marocchino, a conti fatti è stato sfoderato in Umbria per solo 8’, quelli intercorsi tra l’ingresso di Floriano al posto di Misuraca e il duplice innesto di Pellegrini e Beretta, per un repentino passaggio al 4-2-4. Il pari è nato da un guizzo dei due attaccanti esterni, Floriano nelle vesti di uomo-assist e Beretta in quelle di stoccatore. Nell’ultimo dopo gara Braglia ha parlato di tattica: «Il nostro gioco è il 3-5-2 o il 4-3-3. Qualche volta sarà il 3-4-3». Sullo sfondo il 4-4-2 o 4-2-4, come pistola sempre carica.

Arma e Arrighini in simbiosi. Sicuramente merita una seconda chance (e molte altre) un binomio da 15 gol a testa nella scorsa stagione. Un bel pezzo di serie B passa dal raggiungimento di una piena intesa sul terreno di gioco tra i bomber che tutta la Lega Pro invidia. Nel 2013-14 Arma ed Arrighini, oltre ad aver “rischiato” pure allora di diventare compagni di squadra, già andavano praticamente a braccetto: entrambi segnarono quasi un gol a partita nelle prime uscite e si incepparono nello medesimo momento, dopo la settima giornata, fermandosi a lungo a 6 segnature. Il digiuno dell’attaccante pisano doc durò 7 partite, quello del collega marocchino si prolungò di altre 4, prima che le due punte tornassero fianco a fianco e raggiungessero il traguardo in parata a quota 15.

I terzi incomodi. Floriano, Finocchio, Frediani, ora anche Beretta e presto Napoli faranno di tutto per non lasciare la scena interamente ai due centravanti. Un 4-4-2 a trazione anteriore lascerebbe spazio ad altri due elementi offensivi, ma anche il 3-5-2 offre una chance ad un giocatore (lampante l’esempio di Frediani) disposto a sacrificarsi da esterno in fase difensiva oltre che a proiettarsi per completare un tridente asimmetrico, che non sacrifichi le caratteristiche dei due bomber centrali.

La variabile Mandorlini. La duttilità dell’ex bresciano può arricchire di ulteriori significati il gioco del Pisa: la sua collocazione sulla fascia destra, come a Gubbio, garantisce una buona spinta e può, in determinati frangenti della gara, dare consistenza al centrocampo, quasi in un rombo mediano, in grado di liberare la classe di Iori.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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