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Fabiano Angiolini, una vita per lo sport: il ricordo di Cerri

PISA. Domenica scorsa si sono celebrati a Pontedera i funerali di Fabiano Angiolini, alla presenza di tantissime persone. «Non avevo dubbi sulla partecipazione, - dice l’ex assessore allo sport...

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PISA. Domenica scorsa si sono celebrati a Pontedera i funerali di Fabiano Angiolini, alla presenza di tantissime persone. «Non avevo dubbi sulla partecipazione, - dice l’ex assessore allo sport pisano Fabrizio Cerri. - Se ce ne fosse stato bisogno, rappresenta una testimonianza dell'affetto di tanta gente. Affetto meritato per un generoso. Non parlo delle altre sue passioni, il calcio e la politica. Lo voglio ricordare come uno dei più grandi appassionati di pugilato che abbia mai conosciuto».

Fabiano, ricorda Cerri, era instancabile. Da Pontedera a Pisa e non solo. Aveva idee. Amava il pugilato. «La "nobile arte" che, a differenza di quanto qualcuno pensa, è uno sport non violento. La scaltrezza, la velocità, l'abilità, la forza, il coraggio, la correttezza, il rispetto delle regole e degli altri, sono le caratteristiche di chi sale sul ring per prevalere sull'avversario. Fabiano, anche lui, possedeva, a suo modo, quelle doti, e le declinava nella vita quotidiana. Era un passionale. Instancabile. Le Società Pugilistiche Pisane, fatte di volontari, a cominciare dalla Galilei-Mazzinghi, che presiedeva da anni, sono state protagoniste, insieme al Comune e alla Provincia di Pisa e a molti appassionati, di un rilancio del pugilato pisano che, per alcuni anni, è riuscito a risvegliare vecchie passioni e a suscitarne di nuove. Fabiano c'era sempre. Negli eventi e nelle iniziative. E la sua non era una partecipazione di facciata. Era un protagonista insostituibile».

Il ring della Galilei, di solito fermo nella palestra del CEP, è stato smontato e rimontato più volte per essere utilizzato nelle grandi serate al Palazzetto, con protagonista Dario Cichello e altri campioni, ma anche nelle riunioni di boxe fatte in Piazza delle Vettovaglie, in Largo Ciro Menotti, a Pisanova, a Riglione, eccetera.

Angiolini, conclude Cerri, non si tirava mai indietro. «E se non si cercava era lui a venire per una nuova idea da mettere in campo, per un'iniziativa da intraprendere. Lo sport pisano gli deve molto. Spero che qualcuno raccolga lo scomodo testimone. Dobbiamo valorizzare quell'esperienza e farla fruttare. Lo dobbiamo a Fabiano, alla sua eccezionale passione per la "Nobile Arte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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