Finanza
l’analisi
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ANTONIO SCUGLIA. La vittoria del Pisa con il Santarcangelo, non bella, non rotonda, non brillante può essere la svolta di questo campionato, dipende soltanto dai nerazzurri. Ripeto: non è bella, non è rotonda, non è brillante.
Il Pisa non ha giocato bene, non è stato né solido in fase di copertura né particolarmente brillante e incisivo in fase di costruzione.
Però ha vinto, ha vinto meritatamente perché pur non avendo fatto qualcosa di trascendentale ha costruito alcune occasione e ha saputo sfruttare un i errore degli avversari. In serie C gli errori degli avversari ci stanno: basta non commetterne troppi noi, di errori. Il Pisa in passato ha sbagliato troppe partite, ha avuto dei cali di concentrazione importanti e li ha sempre pagati a caro prezzo.
Credo che la classifica attuale dei nerazzurri sia una classifica abbastanza giusta per quello che ha fatto ma non rispecchia i suoi valori e le sue potenzialità.
Il Pisa infatti ha grossi spazi di miglioramento: alcuni giocatori importanti e determinanti come Arrighini e Floriano sono appena arrivati e possono solo migliorare.
Quello che importa che avendo una cifra tecnica complessiva importante il Pisa la sfrutti a dovere. Ha iniziato a farlo, secondo me, sul piano pratico con questa vittoria che magari non soddisferà i palati fini ma è davvero pesante; deve continuare, deve continuarlo a fare nelle prossime giornate, evitando i passi falsi, giocando una partita importante e attenta a Gubbio dopo di che potremmo cominciare a divertirci, anche se magari non nel senso del bel gioco. Il bel gioco in questa categoria lo abbiamo visto fare, negli ultimi anni, a qualche squadra giovane e senza pretese di classifica, ma non alle compagini che aspiravano a vincere il campionato e poi lo hanno vinto davvero. Non era bello il gioco dell’Avellino che ha vinto il campionato due anni fa né quello del Latina che batté il Pisa in finale; non era bello quello del Frosinone che la B l’ha centrata, ai danni del Pisa e del Lecce, nel giugno scorso. Lo era quello del Perugia... quando fu eliminato dal Pisa, non l’anno successivo, in cui è stata privilegiata la solidità ed è arrivata la promozione. Il Pisa era bello qualche anno prima: con Pane e a sprazzi con Semplici. Solo che non vinceva.
Braglia adesso è chiamato a dare più solidità all’impianto di gioco, più gamba a un centrocampo che soffre la tendenza degli attaccanti a rientrare poco e male. Se ci riuscirà (forse con un altro innesto di sostanza in mediana), la serie B arriverà.
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