Proteste
Il doppio ex Nicoletti: Pisa, devi crederci
In nerazzurro fu esonerato da Romeo dopo una vittoria: «Con me in panchina forse non saremmo retrocessi»
PISA. Come si fa a diventare profeti in patria? Se lo chiedono Pietro Tomei e Andrea Arrighini. Noi giriamo la domanda ad un "esperto del settore": mister Walter Nicoletti ha vinto nella sua Santarcangelo, conducendola nel 1981-82 alla prima, storica, promozione in Interregionale. Meno fortunata la sua parentesi nerazzurra, subentrato nell'estate '93 a Giorgio Rumignani e sostituito dopo qualche mese da Eugenio Bersellini.
Mister, come si fa a vincere in casa propria?
«Io ho vinto a Santarcangelo, non in una piazza come Pisa, che conosco bene, dove ho allenato in un momento triste, di difficoltà economiche ed organizzative. Quando fui esonerato, la squadra non era in una brutta posizione. Poi retrocesse allo spareggio e fallì. Io mi trovai molto bene a Pisa. Forse se fossi rimasto, l'esito finale sarebbe stato diverso».
A Santarcangelo o a Pisa, comunque è difficile ed affascinante affermarsi nel luogo del cuore...
«A Pisa c'è una grande tradizione e sono altissime le aspettative nei confronti della squadra. Una situazione diversa da quella di Santarcangelo. Approfitto per salutare e rivolgere un grande "in bocca al lupo" a Tomei, che è un amico».
A Pisa lei ha provato un'altra sensazione particolare: essere esonerato dopo una vittoria...
«Ricordo quella gara, con il Venezia. Giocammo bene. Purtroppo c'era stata qualche divergenza con Anconetani. Fui esonerato dopo la partita, anche se la lettera mi fu consegnata il martedì seguente. Ricordo un aneddoto: io dissi al presidente di pensarci bene prima di mandarmi via, mentre lui girava nella stanza in cui ci trovavamo con la lettera di esonero in mano, ripetendo che forse quella volta si stava sbagliando licenziandomi. Pur non essendo una squadra eccelsa, non eravamo mai andati in difficoltà, tanto che non avevamo mai perso in casa. Muzzi era arrivato da poco tempo, Antonioli aveva avuto problemi ad un ginocchio: una situazione che poteva solo migliorare».
In quel Pisa-Venezia ricordiamo che a dare in piedi le indicazioni ai giocatori non fu lei, ma il suo secondo Pietro Ruisi...
«Avendo litigato con Romeo, non mi sentivo più l'allenatore del Pisa. Avevo deciso la formazione sul pullman, perché prima non c'era stato il tempo, tante erano state le discussioni. La squadra fu bersagliata, ma reagì bene perché voleva la mia permanenza. Dopo due-tre partite i giocatori mi telefonarono per convincermi a tornare, ma il presidente, orgoglioso com'era, non mi richiamò. Comunque ho imparato molto da lui sotto tutti gli aspetti».
Che squadra è il Santarcangelo?
«Una squadra partita abbastanza bene, visto il pareggio con il Pisa all'andata. Per il Santarcangelo arrivare in questa categoria è stato un traguardo insperato, anche se negli anni la società ha lavorato molto bene. La dirigenza sapeva che questo primo campionato sarebbe stato molto impegnativo e si è prefissata l'obiettivo della salvezza. Adesso la posizione di classifica è un po' deficitaria. Il cambio di allenatore, con l'arrivo di Cuttone al posto di Fraschetti. ha prodotto un piccolo miglioramento. La squadra anche nell'ultima gara con la Lucchese ha offerto una buona prestazione».
Cuttone, per raccogliere due vittorie ed un pareggio, su quali leve ha agito?
«Ha lavorato sull'intensità e restituito fiducia ad una squadra che aveva perso convinzione, come spesso accade dopo una serie di risultati negativi. Non ha fatto molto altro e i giocatori sono rimasti gli stessi».
Cosa si deve temere di questo avversario?
«Non credo che il Pisa avrà difficoltà. L'organico nerazzurro è di buon livello, nettamente superiore a quello del Santarcangelo per valori tecnici, tattici e agonistici. So però che il Pisa ha difficoltà in casa. Il Santarcangelo avrà il vantaggio di non avere nulla da perdere e giocherà con aggressività, puntando a colpire in contropiede. Dovrà essere il Pisa a fare la partita, contro una formazione senza grandi individualità».
Lei era sugli spalti la mattina della sfida d'andata: quale impressione ha tratto sugli uomini di Braglia?
«Eravamo all'inizio della stagione. Il Santarcangelo poteva vincere, anche se poi rischiò di perdere. Non credo che quello sia stato il miglior Pisa della stagione».
Sarà ancora una partita da gustare a digiuno, prima dell'ora di pranzo...
«I bioritmi dei giocatori saranno stravolti. Difficile adattarsi a queste condizioni. Anche la prestazione potrebbe risentirne, un po' come accade quando si torna in campo dopo una lunga sosta».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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