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Pisa

Ci sono i numeri, vittoria finale possibile

Ci sono i numeri, vittoria finale possibile

Troppe sconfitte interne, nerazzurri chiamati al riscatto. Ma il ruolino di marcia è superiore all’ultima promozione in B

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PISA. Il Pisa è giunto al giro di boa con un’insanabile contraddizione: mai nella sua storia la squadra nerazzurra ha vinto un campionato avendo accusato 3 sconfitte interne in un’intera stagione - pari a quelle già subite dagli uomini di Braglia a metà del guado - ma in compenso spesso ha prevalso con un numero finale di successi esterni pari o addirittura inferiore ai 5 già collezionati da Morrone e compagni dopo mezza annata. Il calcio è cambiato negli ultimi decenni e il fattore campo è diventato meno importante, come testimonia anche l’Ascoli, che è primo con il quinto ruolino interno del girone.

Peggio che in serie A. Mai il Pisa ha vinto un torneo avendo raccolto quanto adesso dopo 10 partite casalinghe. Basti pensare che 4 vittorie, 3 pareggi e altrettante sconfitte costituirono esattamente il bilancio delle prime 10 gare interne dell’ultima stagione in serie A, 1990-91, promettente ma conclusa con la retrocessione. Il medesimo bottino fu conquistato sul campo nel 1987-88 (considerando quindi la vittoria sul Napoli di Maradona e non la sconfitta a tavolino), ancora in massima serie, per una risicata salvezza. Nella migliore partecipazione alla categoria più alta a girone unico, datata 1982-83, il team di Luis Vinicio totalizzò 5 affermazioni, 3 pari e appena 2 battute d’arresto nelle prime 10 sfide all’Arena, che dunque allora era un terreno assai più temuto nel campionato più bello del mondo rispetto a quanto lo è ora, nonostante il blasone, in Lega Pro.

In trasferta a velocità doppia. Il Pisa ha già vinto in trasferta quanto negli interi campionati 1978-79 e 1964-65 (coronati con l’accesso in cadetteria), 1967-68 e 1989-90 (conclusi con l’aggancio alla A). Ne bastò una in meno a Braglia nel 2006-07 e, prima di lui, a Simoni per la massima serie nel 1984-85. Solo 3 furono sufficienti (Cremona compresa) alla seconda promozione del tecnico marinese d’adozione nel 1986-87, come ad Agroppi nel 1981-82.

Equilibrio sopra la follia. Pur in una situazione statisticamente assurda il Pisa è linea con le migliori stagioni in terza serie. Trentadue punti sono infatti uno in più rispetto a quelli collezionati dallo stesso Braglia in 19 partite nel 2006-07 e da D’Arrigo nel 1999-00 (alla fine la vetta fu mancata di una sola lunghezza), e a +2 dalla quota raggiunta da Pane nel 2012-13, prima dell’avvento di Pagliari e della finale di Latina. Lo scorso anno i punti erano 28.

Come nel 2002-03. Esattamente 32 “sassolini” furono quelli raggranellati da Simonelli 12 anni fa. Il suo Pisa, che arrivò alla gara decisiva di Bergamo, aveva perso anche allora 3 volte in casa nelle prime 19 giornate (anzi nelle prime 8, ma poi l’Arena non fu più espugnata), per 17 punti in classifica, rispetto ai 15 odierni, compensati adesso con una vittoria in più in trasferta.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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