Il Tirreno

Pisa

Le squadre di Braglia meglio nel ritorno

di Massimo Berutto
Le squadre di Braglia meglio nel ritorno

Il tecnico: «I campionati non si vincono a novembre, ma da gennaio in avanti». Successe anche nella stagione 2006-07

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PISA. «Non ho mai visto vincere i campionati a novembre, i campionati si vincono da gennaio in avanti». E’ il discusso ritornello di Piero Braglia ormai da mesi. Un’idea ribadita sabato scorso: «Nel girone di ritorno ci giochiamo la vita». L’assunto è indigesto ai tifosi, che ovviamente vorrebbero vincere fin da ora e temono che il terreno perso possa essere incolmabile. Le statistiche danno parzialmente ragione al tecnico. Se in serie A lo scudetto d’inverno è sempre stato confermato in primavera dal 2006-07 ad ora e spesso anche prima, la storia della serie C è un po’ diversa: considerando i due gironi di terza serie negli ultimi 20 anni (dall’introduzione dei playoff in poi) in 17 casi su 40 la fase discendente ha sovvertito o almeno definito le gerarchie in vetta. Per 3 volte l’andata si è conclusa con più squadre prime a pari punti, mentre in 14 occasioni la vincente di metà annata è stata beffata da una delle inseguitrici.

I buoni precedenti di Braglia. Il mister nerazzurro si affida molto alla sua esperienza personale, avendo conquistato un primo posto finale e avendone sfiorato un altro (a Pisa) recuperando nel girone di ritorno. A Catanzaro nel 2003-04 Braglia arrivò al giro di boa in seconda posizione, a -3 dalla capolista Acireale, ma poi si collocò davanti di 2 al Crotone e di 7 al team siciliano. Nella prima esperienza rossocrociata per ottenere il primato avrebbe dovuto vincere il famigerato match esterno perso con la Pro Patria (non si trattava di fantascienza, perché i nerazzurri erano in vantaggio di 2 gol e di 2 uomini). Alla fine del girone d’andata il Pisa era quarto, con 3 lunghezze da recuperare rispetto alla cima della graduatoria. Ad essere promosso direttamente fu il Grosseto di Camilli, che da metà torneo in poi risalì addirittura dall’ottava posizione e da -7.

Il caso Pagliari. Sempre nella stagione 2006-07 il Ravenna di Dino Pagliari tagliò per primo il traguardo nell’altro girone, dopo essersi classificato secondo a metà competizione, con ben 5 punti di ritardo sull’Avellino (che in più era penalizzato di 2).

La risalita dello Spezia. I liguri, nell’anno in cui alzarono la Coppa Italia all’Arena (2011-12), prevalsero anche in campionato, sebbene fossero noni a metà torneo, con un fardello di 7 punti sul Siracusa (peraltro penalizzato di 3).

Altre scalate. In 3 casi è bastato un quarto posto a fine andata per festeggiare il successo finale. E’ accaduto anche due anni fa al Trapani, che dopo 17 giornate aveva 4 punti da colmare. Il Chievo nel 1993-94 ne recuperò addirittura 9. Terzo, da -5, il Cesena, che poi festeggiò nel 2009.

La rimonta di Iaconi. Il caso estremo è quello di Ivo Iaconi e della sua Fermana nel 1998-99: la compagine marchigiana aveva svoltato al terz’ultimo posto a -12 dal primo, che poi conquistò definitivamente macinando 40 punti nelle ultime 17 gare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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