Il Tirreno

Pisa

«Pisa da primato, ma troppo nervoso»

di Massimo Berutto
«Pisa da primato, ma troppo nervoso»

Marco Masi, ex nerazzurro e anche della Pistoiese, dice la sua sul derby: «Attenzione alla freschezza degli avversari»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Nel percorso tra la trasferta di Pontedera e il viaggio verso Pistoia si colloca idealmente Marco Masi, ex calciatore del Pisa (promosso in A nel 1984-85) ed ex allenatore nerazzurro (per qualche mese 20 anni dopo), storico coach dei cugini granata e giocatore per due anni nel team arancione. Ora Masi guida gli Allievi Nazionali dello Spezia.

Mister, ci racconta il Masi versione pistoiese (annate 1981-1983)?

«Un’esperienza sicuramente positiva, vissuta affacciandomi per la prima volta nel calcio vero. Furono due campionati difficili, perché la Pistoiese era appena retrocessa dalla A. Nella seconda stagione una serie di infortuni mi costrinse a stare spesso a guardare».

A Pisa il suo nome è legato ad una celebre frase di Romeo: “Marco Masi non vestirà mai la maglia del Pisa”. E invece lei arrivò...

«Tante volte abbiamo riso insieme su quella frase. Ci sarebbe voluto un personaggio come lui nel calcio di adesso. Aveva qualcosa in più rispetto agli altri».

Lei era un libero abile nella costruzione delle azioni: sarebbe andato a nozze nella difesa a 3 in voga anche a Pisa...

«La moda della difesa a 3 sta finendo e molte squadre stanno tornando a 4. Secondo me prima il calcio era soprattutto più tecnico e meno atletico».

Come vede la sfida tra Pistoiese e Pisa?

«Sono pisano e ho sempre tifato nerazzurro. Spero che il Pisa torni in serie B anche attraverso questa vittoria».

Secondo lei quale sarà la principale insidia ordita dai ragazzi di Lucarelli?

«La Pistoiese è una squadra giovane che vive di entusiasmo e forza fisica. Il Pisa ha altre qualità, noto però troppo nervosismo. Il primo posto è ancora vicino e può essere raggiunto trovando un equilibrio mentale».

La pressione di dover vincere a tutti i costi può essere la causa di un inizio di stagione non all’altezza delle aspettative?

«Mi sembra ci sia troppo nervosismo tra le componenti interne più che nell’ambiente esterno. Il Pisa è a 4 punti dalla vetta e mancano ancora tante partite. Ci si aspettava di vincere a mani basse, ma non è mai facile».

Secondo lei il Pisa è la corazzata di cui si parlava in estate?

«Non è una corazzata, ma una squadra importante che può lottare per il primo posto».

Al di là della gara di Coppa il Pontedera, che lei ha riportato tra i professionisti, può dare fastidio al Pisa anche in ottica promozione?

«Sì. La politica societaria è di mantenere un gruppo e di aggiungere di anno in anno giocatori di valore. Uno su tutti è Grassi: mi sorprende che squadre importanti come il Pisa non abbiano pensato a lui, ed anche a Caponi, che ha pochi rivali nel suo ruolo. La dirigenza granata lavora bene e l’allenatore fa lavorare bene i suoi ragazzi».

Dall’inizio del 2014 Andrea Arrighini è il sogno proibito dei tifosi nerazzurri. Lei, che lo ha lanciato sulle rive dell’Era, è sorpreso dall’exploit delle ultime stagioni?

«Arrighini era l’ideale per il Pisa, potendo giocare con una prima punta come Arma. Avrebbe potuto interpretare lui stesso il ruolo di attaccante centrale. Ha imparato a segnare e ad attaccare in modo intenso la profondità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa