La manifestazione
Per ora manca qualche gol ma il gioco funziona bene
PONTEDERA. Mancano i tempi in cui Grassi risolveva le partite con una magia o Arrighini faceva girare la testa agli avversari con le sue scorribande. In poche parole, al Pontedera manca il gol....
PONTEDERA. Mancano i tempi in cui Grassi risolveva le partite con una magia o Arrighini faceva girare la testa agli avversari con le sue scorribande. In poche parole, al Pontedera manca il gol. Esattamente da 375'. Dalla prodezza di Caponi contro il San Marino alla seconda giornata. Non è un caso che l'ultima rete porti la firma di un centrocampista.
Con Bartolomei protagonista assoluto del tiro al bersaglio contro il portiere emiliano Ivano Feola. Gli inserimenti dei centrocampisti fanno la differenza in una squadra che fatica a ritrovare il gol. L'ultima carta giocata da Indiani è stato Disanto, che almeno ha portato un po' di imprevedibilità. Però non ha mai trovato la porta. Ma guai a chi pensava che una giovane promessa come l'ex Arezzo (all'esordio da titolare in Lega Pro) potesse risolvere i problemi. «Ha fatto anche troppo bene – commenta Paolo Indiani – ora siamo questi e di più non possiamo fare».
In attesa di tempi migliori, resta un primato invidiabile: la miglior difesa del girone (insieme a quella della stessa Reggiana) guidata da Vettori, Madrigali e Gasbarro davanti a un ottimo Ricci. Due gol in 6 partite sono briciole concesse agli avversari e senza gol subiti anche la classifica è positiva: i 9 punti valgono il quarto posto, anche se in compagnia del gruppone Prato, Ascoli, Reggiana e Tuttocuoio. In un campionato così equilibrato la difesa di ferro può fare la differenza.
Per il Pontedera sarà importante anche l'aspetto fisico. «Sotto questo aspetto possiamo essere contenti – dice il dg Paolo Giovannini – abbiamo corso tanto dall'inizio finendo in crescendo. Questo vuol dire che il nostro stato di forma è buono dopo il tour de force della scorsa settimana. Sono soddisfatto anche della prestazione, in questa fase del campionato è più importante vedere che la squadra gioca bene piuttosto che una partita vinta giocando male e magari con un po' di fortuna».
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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