Finanza
Il “Garilli” è uno stadio tabù ormai da 45 anni
I precedenti invitano a non abbassare la guardia: nelle ultime stagioni di B sono arrivate solo sconfitte
PISA. Tanti motivi per non abbassare la guardia. La trasferta in casa del semisconosciuto Pro Piacenza nasconde non poche insidie e ripresenta personaggi che in passato hanno già fatto soffrire il Pisa. Lo stadio Garilli, che un tempo si chiamava semplicemente “Comunale”, è tabù per i nerazzurri, sempre sconfitti in campionato negli ultimi 45 anni (per 4 volte).
Una maledizione toccata alla seconda squadra in assoluto ad aver espugnato quel campo. Infatti lo stadio della città emiliana venne costruito nel 1969 subito dopo la promozione in B del Piacenza. Il Pisa vi prevalse il 12 ottobre di quell’anno, vincendo per 1-2 grazie ad una rete di Baisi e ad un autogol dei locali.
La primissima squadra a saccheggiare quell’erba era stato l’Arezzo, esattamente sette giorni prima. Da allora per i rossocrociati solo docce fredde nel medesimo stadio. Gelate le più recenti: il 4-2 infrasettimanale nel 2007-08 e l’1-0 che nella stagione successiva consegnò ai nerazzurri un grigio Natale, preludio ad un 2009 particolarmente infelice. Eccezione in Coppa Italia: 3-4 corsaro nell’estate 1985.
Al ritorno, nel Piacenza praticamente salvo che spinse verso il baratro il Pisa di Giordano battendolo 1-3 all’Arena, subentrò Francesco Bini, difensore empolese, ora in forza al Pro Piacenza. Il capitano emiliano è Luca Matteassi, che ricordiamo con la casacca dello Spezia e autore del gol che decise il derby tosco-ligure del 2003-04 allo stadio Picco (2-1), estromettendo di fatto i rossocrociati di Cabrini dalla corsa ai playoff di C1. Non evoca buonissimi ricordi neppure il nome di Omar Torri, centravanti nei primi anni del nuovo secolo nell'Alzano, la matricola bergamasca che realizzò il colpo all’Arena Garibaldi (0-1), causando l’esonero di Guido Carboni (2001-02). (m.b.)
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