Sicurezza
Il Santarcangelo lancia la sfida al Pisa
L’allenatore Fraschetti e l’ex nerazzurro Guidone presentano la gara di Rimini: «Speriamo nel fattore orario»
PISA. Dopo l'ottimo piazzamento della scorsa stagione, mister Fabio Fraschetti rimane sulla panchina del Santarcangelo, preparandosi ad un campionato di sofferenza: «L'obiettivo è quello di mantenere la categoria, anche all'ultimo secondo del playout che spero però di non disputare. Siamo una piccola realtà e i nostri obiettivi non possono che essere questi. Umiltà, lavoro e buona sorte spero possano accompagnarci per tutto l'anno».
La maggior parte delle sue panchine sono state in Toscana tra Arezzo, Sangiovannese e Poggibonsi, solo casualità?
«Credo si tratti più di casualità e di una concatenazione di eventi, pur riconoscendo che in quelle zone si vive il calcio come piace a me».
Cosa conosce del Pisa?
«Si conosce tutto. Cominciando da Piero Braglia che conosco benissimo; con lui battagliavo già negli anni 90 e si vedeva che poteva fare una carriera importante. Il Pisa è una squadra preparatissima con grandi individualità che ben figurerebbe in B. È la squadra da battere e c'è poco da scoprire. Speriamo che si faccia sentire il fattore mattina e che magari possa cambiare le carte in tavola».
A proposito, cosa cambia per voi giocare alle 11?
«Siamo diventati quasi come serie A e B. Da professionisti ci dobbiamo adeguare alle leggi di mercato. Vanno accettate fermo restando che noi abbiamo già avuto un esperienza l'anno scorso contro la Torres. Vengono stravolte le abitudini ma vanno gestite queste cose. Pareggiammo 1-1 contro una Torres in risalita disputando una buonissima gara. Alla fine non si notò troppa differenza rispetto ad una gara pomeridiana».
Quali sono le favorite del campionato?
«È ancora prematuro, ma organici alla mano Ascoli, l'Aquila e Teramo sono buonissime squadre. Difficile pronosticarlo. Di sicuro il Pisa è la favorita per organico, tifoseria e ambizioni societarie».
Lei in carriera ha grande esperienza con giovani e settore giovanile, giusta la strada intrapresa dalla LegaPro per la valorizzazione?
«Secondo me no perché nasco da un calcio diverso. Ero giovanissimo e Galeone mi mise in prima squadra a discapito di due anziani, uno dei quali era il pisano Luperini. Se un giovane merita va fatto giocare. Sembrano forzature che alla lunga non credo producano aspetti positivi per i ragazzi usati un paio d'anni e forse bruciati. Chi è più bravo gioca al di la dell’ età».
Dal mister al bomber: opo due ottime stagioni, almeno dal punto di vista realizzativo, con le maglie di Fondi e Chieti, Marco Guidone ha scelto il Santarcangelo. «Mi hanno fortemente - dice l’ex nerazzurro - e ho scelto questa strada perché mi hanno fatto sentire da subito importante. È un ambiente nuovo rispetto alle altre piazze nelle quali ho sin qui giocato: c'è molta tranquillità, si lavora bene senza troppe pressioni».
Nel Gennaio 2011 arrivasti a Pisa dopo 4 gol in B a Grosseto, ma la tua esperienza non fu troppo fortunata con solo 2 gol in 14 partite, cosa non andò?
«Non saprei. Ho un po' un rammarico per quei mesi perché avrei voluto fare meglio in una piazza importante. Arrivavo dalla B e la gente si aspettava di più da me».
Ti senti ancora con qualche compagno?
«Si con qualcuno come Anania, Favasuli e altri. Quei mesi mi hanno lasciato dentro una bella emozione e tanti amici. Proprio per questo mi spiace non esser riuscito a dare il meglio».
Qual è il tuo obiettivo stagionale con la nuova maglia?
«Cercare di migliorarmi, non me ne do mai uno specifico. Fare il meglio possibile per cercare l'obiettivo della squadra, la salvezza».
Cosa ne pensi del Pisa di quest'anno?
«È una grande squadra e ha tutti i presupposti per tornare dove merita, ma deve dimostrarlo sul campo e sono sicuro lo farà. Posso dire che è la favorita numero uno».
Lorenzo Vannozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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