Attenzione
Piero Braglia sulle orme di Gigi Simoni
PISA. Piero Braglia supera Gigi Simoni ed anche...se stesso. Il mister nerazzurro è partito meglio rispetto al 2006-07, quando esordì con uno 0-0 a Pizzighettone: addio immediato ad un possibile...
PISA. Piero Braglia supera Gigi Simoni ed anche...se stesso. Il mister nerazzurro è partito meglio rispetto al 2006-07, quando esordì con uno 0-0 a Pizzighettone: addio immediato ad un possibile record europeo di imbattibilità come quello che fu detenuto da Christian Puggioni (uno dei giocatori che sarebbero arrivati - pare - nei giorni scorsi in caso di ripescaggio in B), ma già 3 gol all'attivo e soprattutto 3 punti in saccoccia.
Anche i malumori del trainer nei confronti della società possono essere accolti con un sorriso, ricordando come il titolare della panchina si scagliò contro Covarelli, reo per aver storto la bocca dopo il pari raccolto in terra lombarda. Il vero termine di paragone per il tecnico grossetano è però Simoni, l'unico allenatore che nella storia del Pisa ha vinto un campionato (nel caso del mister di Crevalcore la serie B), ha lasciato il team nerazzurro, è tornato e ha prevalso nuovamente nel medesimo torneo.
Curiosa una similitudine: anche l'allenatore bolognese (marinese di adozione) dovette superare il contraccolpo di un mancato ripescaggio nella categoria superiore.
In realtà nell'estate 1986 il Pisa venne momentaneamente riammesso in serie A ai danni dell'Udinese, ma la Caf rispedì lo Sporting Club nella serie cadetta commutando in 9 punti di penalizzazione la pena inflitta ai friulani.
Alla dura legnata Braglia ha reagito più prontamente rispetto all'illustre collega, che perse all'esordio casalingo con il Modena (0-2). A dire il vero quel Pisa, a differenza di questo, era ancora un cantiere aperto, con alcuni giocatori scelti per la serie A, ma non disposti al declassamento.
Addirittura l'austriaco Walter Schachner, acquistato per la massima serie, fu immediatamente rivenduto perché non schierabile in B. La pronta rivincita sul campo è figlia del lavoro psicologico di Braglia e anche della programmazione di Vitale, che ha scelto calciatori pronti a rimboccarsi le maniche anche in Lega Pro.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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