Sicurezza
Giovinco e Arma scacciano i fantasmi
Contro il Teramo tre punti ma anche tanta sofferenza
PISA. Non era facile vincere ieri, non lo era per niente. E il Pisa ha sofferto sin quasi al fischio finale del signor Rapuano di Rimini, designato in extremis perché il giorno prima il collega Formato di Benevento aveva avuto un problema improvviso (o forse diplomatico, pensando che la gara non si sarebbe disputata)
I nerazzurri venivano da una settimana in cui la testa era probabilmente altrove, a un ripescaggio che in società si dava quasi per scontato. E invece si sono ritrovati a combattere contro un Teramo irriducibile e favorito da una condizione fisica migliore, oltretutto completata dalla presenza di diversi giocatori leggeri che hanno sofferto il caldo di ieri molto meno dei corazzieri di Braglia, offrendo nella prima mezz’ora della ripresa una prestazione di tutto rispetto. E i nostri? Spiega il mister: «Di oggi dobbiamo solo capire perché siamo stati così molli, perché siamo andati in difficoltà così presto, il secondo tempo sembrava non finire mai».
Il Pisa per fortuna ha avuto un grande alleato nel suo pubblico. Che ha sostenuto la squadra dall’inizio alla fine e soprattutto nei momenti di difficoltà, senza storcere il naso per gli errori.
La sera prima si era rischiato di mandare tutto a carte quarantotto, fin quando Braglia, Vitale e Battini hanno deciso che non si poteva rovinare una stagione arrendendosi alla rabbia per il mancato ripescaggio. L’Arena ha capito (o indovinato), apprezzato e controfirmato: questo campionato va vinto sul campo, piangere sul latte versato non ha senso nè costrutto.
Dopo un avvio di gara così così, è stato Giovinco a spaccare la partita con una prodezza balistica su punizione al 25’ pt, e il Pisa per fortuna è riuscito a mettere in cassaforte il risultato con il rigore che Napoli si è procurato al 40’ e il cecchino Arma ha trasformato con la consueta freddezza. Per fortuna, dicevamo, perché nella ripresa il Teramo è rientrato in campo con tanta benzina e tantissima freschezza, ha accorciato subito le distanze con un pregevole schema su corner e poi ha iniziato ad arrivare spesso, spessissimo dalle parti di Pelagotti, che come aveva già fatto una volta nel primo tempo (31’) ha negato il goal a Fiore (23’) da due passi , e in una circostanza è stato anche aiutato dal palo (10’, tiro di Lapadula).
Il Pisa poteva e doveva solo stringere i denti, rinforzare gli argini - Braglia ha cambiato due volte la sistemazione difensiva, giocandosi i tre cambi dal 13’ al 25’ - e lasciare spegnere col passare dei minuti l’irruenza degli avversari. Cosa che si è infatti verificata, benché i pericoli si siano susseguiti sin quasi alla fine. Solo nel recupero, un doppio corpo a corpo ingaggiato prima da Giovinco e poi da Arma con gli avversari per difendere un pallone vagante, ha portato al calci di rigore che ha chiuso i conti: ancora il marocchino dal dischetto, ancora gol e l’arbitro ha mandato tutti a casa. Poco da godere per gli esteti del calcio, ma molto per chi ama il Pisa. Che fra sette giorni torna in campo a Rimini alle 11 di mattina, contro il Santarcangelo.
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