Il Tirreno

Pisa

Beffa-ripescaggio, il Pisa ha fatto ricorso

di Antonio Scuglia
Beffa-ripescaggio, il Pisa ha fatto ricorso

Il comunicato ufficiale della Figc: mancava un documento che fra tutti i pretendenti solo il Vicenza ha consegnato

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PISA. Il giorno dopo la beffa resta la delusione, ma almeno cominciano ad arrivare le spiegazioni tecniche su quanto è successo. Che consentono al Pisa di sperare in un clamoroso contro-ribaltone.

La Figc ha reso note, con il comunicato ufficiale 59/A firmato dal presidente Tavecchio, le motivazioni dell’esclusione del Pisa (primo in graduatoria) dal ripescaggio, confermando quanto avevamo anticipato sin dal pomeriggio di venerdì: «La A.C. Pisa 1909 S.S. S.r.l. non ha soddisfatto tutte le previsioni prescritte per l’ottenimento della licenza nazionale del Campionato di Serie B 2014/2015, in quanto, così come accertato dalla Lega Nazionale Professionisti serie B e dalla Commissione Criteri Infrastrutturali, per lo stadio Arena Garibaldi reso disponibile, non risulta rispettato il punto 8 “Impianto di illuminazione” dei criteri “A” di cui all’allegato A del C.U. n. 143/A del 6 maggio 2014, con riguardo al valore di illuminamento verticale medio (Evmed) maggiore o uguale a 800 Lux in direzione delle telecamere fisse».

Tradotto in italiano, il Pisa doveva consegnare entro il 25 una certificazione, da parte di un professionista autorizzato, attestante che era stato effettuato il collaudo dell’impianto di illuminazione e che questo fosse congruo rispetto ai parametri richiesti (i famosi 800 lumen). Certificazione impossibile perché a quella data l’impianto non li possedeva (erano 560).

Il presidente degli allenatori italiani Renzo Ulivieri (presente al momento della votazione in Federazione) ha confermato a Punto Radio: «Il Pisa non ha presentato i documenti necessari sull'impianto di illuminazione». E ancora: «La società sapeva tutto, io c’ero. Avrei voluto sostenere la causa del Pisa insieme a Macalli, ma a quel punto è stato impossibile. Anche io sono arrabbiatissimo. Chi ha deciso, ha deciso seguendo le regole. Il Pisa ha buttato via un’occasione colossale».

Nei giorni successivi a lunedì 25, il club nerazzurro ha anche comprato e fatto installare i nuovi fari, ma era troppo tardi. A quanto pare, il vicepresidente federale Macalli ha fatto venerdì un estremo tentativo per rimettere il Pisa nei termini, ma il documento è arrivato in ritardo, sia pure di pochi minuti. Difficile dire se, in caso contrario, il ripescaggio del Pisa sarebbe stato contestabile oppure no. Ma cosa era successo nei giorni precedenti? Il Pisa ha ritenuto - e ritiene tuttora - che quel documento non fosse vincolante se non per i club che utiizzano un impianti diverso da quello cittadino 8come il Sassuolo in A).

Domenica 17 il Pisa aveva giocato in notturna in Coppa Italia (la Coppa della Lega di serie A!) contro il Carpi e non c’era stato alcun problema di visibilità. In effetti è assurdo costringere 10-12 club che fanno domanda di ripescaggio ad adeguare l’illuminazione ai criteri necessari per la B, se poi di queste ne verrà promossa solo una. Però la logica e i regolamenti non sempre coincidono. Ed è indicativo che fra tutti i club che hanno presentato domanda di ripescaggio, solo il Vicenza, il cui ex Dg è ora dirigente di Lega, abbia allegato quel documento ritenuto non necessario da tutti gli altri, Pisa compreso. Ora c’è il ricorso in viaggio, è giusto farlo ma non è opportuno sperare troppo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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