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Braglia pensa alla C: chi è favorito non vince

Braglia pensa alla C: chi è favorito non vince

Il campionato si avvicina e il tecnico nerazzurro non ama i pronostici “amici”. Ma Morrone e Paci...

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PISA. Stasera bisognerà pensare solo alla Coppa, ma intanto il campionato si avvicina. E Piero Braglia è allergico ai pronostici favorevoli: «Chi parte favorito non vince mai, a meno che non sia nettamente più forte degli altri». Ne sa qualcosa proprio il tecnico nerazzurro, che ha ottenuto tutte le sue promozioni sorprendendo i vaticini degli addetti ai lavori, al timone di neopromosse, ripescate o salve per il rotto della cuffia, poi proiettate di slancio al piano superiore. Un ulteriore successo rappresenterebbe una sorta di novità anche per il mister grossetano: portare in serie B una formazione lusingata dai consensi in una città divorata dall'entusiasmo. Per fortuna molti degli anziani in campo invece sanno già cosa vuol dire vincere con i fari puntati addosso.

I quattro salti di Braglia. In occasione della sua prima vittoria la vera sorpresa fu proprio l'attuale trainer nerazzurro, che era all'esordio in campionati professionistici. Il Montevarchi veniva da un decimo posto e sbaragliò la concorrenza nel 1994-95, salendo in C1. Il Catanzaro, riportato in B nel 2003-04, era appena stato ripescato in terza serie, quindi non partiva in prima fila. Non molto diversa la situazione in cui versava il Pisa all'inizio della prima gestione Braglia, dopo che nel 2005-06 si era salvato in extremis. La Juve Stabia nel 2009-10 era invece neopromossa in C1 e quindi poco accreditata per una seconda affermazione di fila, eppure realizzò il "double" fra campionato e Coppa Italia di Lega Pro.

Vincere da favoriti. Morrone e Paci sanno cosa vuol dire "vincere per forza" e come si gestisce la pressione e il peso dei giudizi fatti circolare ad arte dagli avversari, perché i due "senatori" sono riusciti a riportare in A il Parma dopo appena un anno di assenza (2008-09). Elettrico anche il clima nella Torino granata che riconquistò la massima serie insieme a Manuel Iori nel 2011-12, dopo che nella stagione precedente il team di Petrachi non si era neppure qualificato per i playoff. Arma a Carpi (stagione 2012-13) riuscì nell'impresa, tutt'altro che scontata, di riscattare con una promozione la finale persa dalla compagine modenese 12 mesi prima. Idem per Pelagotti ad Empoli pochi mesi fa, con la sola differenza delle categoria (dalla B alla A). Sini ha conosciuto Perugia subito dopo la delusione umbra nella semifinale playoff persa con il Pisa e ha lasciato il Grifo in mezzo ai festeggiamenti.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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