Gioco
Pisa, in centinaia all’Arena Ovazione per Piero Braglia
Incredibile accoglienza per l’allenatore che torna “a casa” dopo sette anni È stato l’artefice della finale con il Monza e dell’ultima promozione in serie B
PISA. Roba mai vista. Centinaia di tifosi in tribuna (la stima è di circa 600 unità) per rivedere Piero Braglia, che dopo 7 anni torna «a casa». Sono passati esattamente 2557 giorni da quel 17 giugno 2007 in cui il Pisa festeggiava la B dopo la gara col Monza, partita che vedeva l'ultima panchina di Braglia in nerazzurro, ma il legame tra l'allenatore e la piazza non si è mai interrotto, soprattutto per il modo di vivere il mestiere di Braglia che non è per niente cambiato.
Un’ovazione quando il mister è apparso in campo, alle 19.10 (minuto più, minuto meno), alla fine della conferenza stampa di presentazione. Ma più di cento persone erano in attesa dalle 17.30 per salutare di nuovo l’artefice dell’ultima promozione del Pisa in serie B.
Il presidente Battini, che lo presenta insieme a un pezzo da 90 del nuovo staff dirigenziale come Andrea Orlandini (che da giocatore e dirigente vanta una carriera con club come Fiorentina, Napoli e Juventus, oltre che una lunga e felice militanza con Vitale e Melani), se lo coccola. Sa che è il suo gioiello.
E Braglia è già carico, vorrebbe iniziare il campionato domani (con la squadra fatta, ovviamente...). «Abbiamo delle aspettative, - dice, - ma per ora son solo parole. Quando uno deve vincere non lo deve dire mai, ma lavorare. Qualcuno dice che sono cambiato, ma non sono così. Voglio provare a fare qualcosa di importante perché c'è una base societaria importante. So che ci metto la faccia perché tornare dove si è vinto o si è pazzi o si ha affetto per una città e una tifoseria».
Il nuovo mister ha la grinta di sempre: «Dobbiamo andare avanti tutti insieme, se vogliamo avere qualche speranza di vincere dovremo trovare una certa compattezza. Non ci sono figli né figliastri. Quando abbiamo vinto qui perché c'era un bel gruppo tra tutti e se non riusciamo a crearlo ci piangeremo addosso».
Già deciso lo staff tecnico: « Ci saranno Marco Piccioni, il professor Ferrini e Mauro Isetto».
Il calcio per lui è una sfida. Sempre. «A Castellammare ho sbagliato io e non voglio più farlo. Odio i ricordi e il passato perché non serve più a niente. Io mi sento a casa e sono a casa, ma nel calcio bisogna fare le cose per bene. Dopo l'ultimo anno la fiducia è finita per tutti e non posso portarmi nessuno. Speriamo di trovare gente che non viene qui a passare l'annata e che sposa il progetto della società per venire fuori da questa categoria. Mi piacciono le sfide: a 59 anni non posso andare ad allenare una squadra che non ha niente da darmi».
Come inizierà il lavoro? La squadra cambierà totalmente: Braglia non mette bocca nelle comproprietà ma ha deciso di non rinnovare nessun contrat toin scadenza, neanche quello di favasuli. «I direttori? Ho avuto il piacere di vederli lavorare due giorni ed è tutta un'altra cosa. Le idee chiare ce l'abbiamo, ma dobbiamo vedere se riusciremo a portarle a termine. Ho visto che stanno cercando di fare le cose per il meglio e mi basta. Son convinto che se ce ne sarà bisogno la società si farà rispettare. Dovremo essere una squadra tosta che vuole stare nelle prime posizioni. C'è una aspettativa che va corrisposta. L'unica cosa che chiedo è di starci vicino nei momenti belli e in quelli brutti: questo è un campionato difficile e per uscirne fuori dovremo andare tutti insieme. A Pisa o si vince o ci si prova fino all'ultimo secondo oppure si va a casa, io per primo». Niente biennali o triennali, spiega. Vuole vincere, e subito, per conquistarsi la fiducia.
IL GIRONE. Il Pisa ha chiesto alla Lega Pro che la divisione dei gironi sia fatta con un taglio orizzontale: le nove toscane insieme alle altre del Centro Italia e alle emiliano-romagnole.
IL RITIRO. Quest’anno si fa sul serio? Non è vero che tre indizi fanno una prova, però se sono concomitanti aiutano. Vitale è arrivato, Braglia è arrivato. E ora arriva la sede del ritiro. Gli addetti ai lavori ricordano i vecchi ritiri del Pisa a Pievepelago, a pochi km dall’Abetone. Arrivavamo lì passando da Fiumalbo e invidiavamo le squadre che proprio a Fiumalbo (zona più cara e pregiata) facevano la preparazione estiva. Bene, ecco l’annuncio: il ritiro estivo della prima squadra sarà effettuato dal 17 luglio al 5 agosto a Fiumalbo presso l'Hotel Appennino. Si tratta di una prima volta nella località modenese per il Pisa.
Antonio Scuglia
Lorenzo Vannozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
